VOLPIANO - Chiusura della Comital: 138 famiglie in mezzo a una strada. Il sindacato attacca i francesi
«I licenziamenti alla Comital sono l’ultimo atto di una gestione aziendale disattenta, il lavoro non manca e l’azienda può essere rilanciata con corrette politiche industriali». Lo sostiene Claudio Chiarle segretario della Fim-Cisl Torino e Canavese in merito alla chiusura della storica azienda di Volpiano. 140 persone licenziate. 
 
«Una proprietà aziendale che non prova a rilanciare uno stabilimento storico per le sue attività di laminazione, per l’alta professionalità e competenza dei suoi dipendenti, preferendo “giochi” di scatole cinesi legate agli assetti proprietari non hanno interessi industriali ma solo di profitto economico a scapito dei lavoratori. Anche in questo caso i francesi (dopo STX-Fincantieri e la sceneggiata di Macron con i libici) dimostrano arroganza e poca lungimiranza, a parole sono europeisti nei fatti nazionalisti, questo non aiuta nessuno tanto meno il modo di stare in Europa della Francia».
 
Oggi alle 17 incontro in Regione: «Auspichiamo che all’incontro il vertice aziendale di Comital torni sui propri passi pensando che con i 138 lavoratori e le loro famiglie, con le Istituzioni Piemontesi e Nazionali si può realizzare una politica industriale per dare lavoro, reddito e profitti ai lavoratori e a Comital».
 
Sul caso Comital interviene anche il vicepresidente del consiglio regionale Daniela Ruffino: «Dopo i casi Savio, Valeo e tante altre aziende in difficoltà, ora è la volta di  Comital che va ad aggiungersi alla difficile situazione occupazionale riguardante il Piemonte. In tempo di crisi tutti devono fare la propria parte, ad incominciare dalla proprietà delle aziende, il cui compito è anche quello di tutelare chi vi lavora. In occasione dei prossimi incontri con la proprietà e i sindacati auspico che la Giunta regionale si attivi sia per la salvaguardia dei posti di lavoro a rischio, sia per mantenere in vita la produzione di questo come di altri stabilimenti sul territorio piemontese. I dati più recenti sullo stato dell'economia nella nostra regione aprono uno spiraglio verso la ripresa. Proprio per questa ragione le istituzioni hanno il dovere di attivare tutti gli strumenti in loro possesso per scongiurare le situazioni di crisi».
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