
Sono almeno 35 le vittime del crollo del ponte Morandi a Genova. Tra loro una bambina di una decina d'anni. Ma il bilancio, forse, è desintato ad aumentare se è vero, come fanno sapere dall'unità di crisi, che ci sarebbero almeno una decina di dispersi. Oltre una quindicina, invece, i feriti: alcuni sono molto gravi. E mentre già si aprono inchieste sull'accaduto, vigili del fuoco, poliziotti, carabinieri, volontari e personale del 118 cercano in tutti i modi di salvare quante più vite possibile. Il crollo è avvenuto questa mattina e ha interessato oltre duecento metri di viadotto. E' crollata una porzione del ponte che sovrasta un canale. I detriti hanno sfiorato delle aziende. L'autostrada A10 è stata chiusa al traffico.
Sul ponte, a meno di 500 metri dal luogo della sciagura, c'era anche una famiglia di Chivasso che si stava dirigendo verso il vicino centro Ikea. Padre, madre e figlio: sono rimasti bloccati subito dopo il crollo del viadotto. All'improvviso hanno visto arrivare una colonna di ambulanze e mezzi della polizia. Ovviamente nessuno ha ipotizzato quello che è successo: «Pensavamo si trattasse di un incidente stradale». Solo quando le auto sono state fatte defluire la famigliola si è resa conto dell'accaduto.
Sul viadotto Polcevera «erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione». Lo precisa in una nota Autostrade per l’Italia. «I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. Le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi», conclude la nota.
Per chi fosse in viaggio diretto verso la Liguria (anche per raggiungere il sud d'Italia) la Polizia INVITA A STUDIARE PERCORSI ALTERNATIVI e di NON avvicinarsi alla zona di Genova.















