A tre settimane dall’inserimento su Ebay dell’annuncio per la vendita di alcuni borghi alpini piemontesi, a partire da Calsazio, la piccola borgata di Sparone, continuano ad arrivare all’Uncem, mail e telefonate di richieste di informazioni. C’è chi chiede di poter volare sui borghi abbandonati in elicottero, chi le distanze dall’aeroporto, chi vuole porgetti e tavole, chi di fissare la data per un sopralluogo.
Dagli Stati Uniti, dall’Australia, dagli Emirati Arabi, ma anche da Milano e Firenze. “Abbiamo avviato un’analisi delle tante mail arrivate – spiega Marco Bussone, coordinatore del programma Borghi alpini – si tratta di un lavoro complesso e non semplice. Ma è evidente che abbiamo visto giusto due anni fa a iniziare la mappatura dei borghi abbandonati o semispopolati. Anche se non fu possibile un’analisi scientifica vista l’assenza di risorse per il progetto, capimmo che non erano importanti le case e le baite singole, quanto i borghi, i gruppi di case, dalle cinque alle cinquanta, sui quali si può fare un piano complessivo di recupero e rivitalizzazione".
“Sbaglia chi ha definito la vendita su Ebay una provocazione – prosegue Bussone – gravissimo errore anche dire che Calsazio non è vendibile visto che vi abitano alcune persone. Chi sostiene queste tesi non ha capito che il tema è serissimo e non riguarda solo Calsazio. Il fronte aperto è evidente: cosa facciamo di questo immenso patrimonio abbandonato, che arriva a comprendere oltre 5000 immobili nell’arco alpino piemontese? Quale strategia adottiamo per agevolare investimenti e recupero?”.
Domande che l’Uncem Piemonte riporta al centro di un dibattito piemontese e nazionale sulla Montagna e sulle “aree interne”, sul valore del recupero e sui modelli economici per territori troppo spesso considerati marginali. “Non possiamo agire da soli – spiega il presidente Lido Riba – e nel percorso di analisi, di contatto con potenziali investitori, dobbiamo stringere un patto operativo con la Regione. Sono certo che l’assessore Valmaggia potrà cogliere questa nostra proposta come volano per riportare con forza le politiche per la Montagna e per i piccoli Comuni al centro delle strategie regionali per lo sviluppo”.
Dopo l’approdo di Calsazio su Ebay è emerso anche un altro tema: cosa devono fare i Comuni, i soggetti pubblici, di fronte a investitori, a privati che recuperano e reinsediano attività economiche, a potenziali soggetti che richiedono piani di recupero di interi borghi? “Di certo il ruolo non è passivo – evidenzia Riba – Sarebbe drammatico relegare iniziative di privati che investono a questioni marginali per l’ente pubblico. Al contrario, gli investimenti devono essere agevolati, cercati e favoriti. Su questi e altri fronti, Uncem è pronta a fare la sua parte – evidenzia Riba –, a lavorare con Regione e altri soggetti istituzionali che vogliono invertire la pericolosa spirale dell’abbandono, trasformando i borghi fantasma in luoghi di vita, relazione, comunità, nuova economia”.








