
SALASSA - Un anno. Pare di voltarsi e vederti ancora lì, al sabato che sorridi. Dietro al tuo banco, insieme a mamma e papà. Quanto male fa pensarci. Quanto male fa pensare che non ci sei più, che la notte di un anno fa sei diventato una stella.
Tutti si ricordano di te, di te bambino, del giovane disponibile, chi come me, delle giornate da adolescenti. Sei sempre stato l'amico che c'era. Per i momenti si e per quelli no. Per le risate più stupide ed i discorsi responsabili. L'amico entusiasta di qualunque cosa volessimo fare, dalla pizza all'uscita a Torino.
Dieci anni dopo ci siamo rincontrati per Pomodono ed in te ho trovato lo stesso entusiasmo di sempre. Non ti bastava dare una mano, volevi partecipare e fare la differenza, esserci in prima persona. Per questo non posso che unirmi, insieme a tutti gli amici di allora alle parole scritte dai tuoi genitori. (N.a.)
«Nel primo anniversario di
Obert Marco,
lo ricordano per la sua bontà, simpatia, gioia di vivere
Papà Emilio, Mamma Antonella, la sorella Irene con Ilario e il figlioccio Simone».








