
RONDISSONE - A seguito di attività investigative condotte dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta, che già nel mese di maggio hanno permesso di denunciare cinque cittadini romeni e di recuperare due tonnellate di cavi di rame, sono stati individuati dei capannoni utilizzati per il deposito e la presunta lavorazione illecita di rame a Rondissone.
Per la loro ubicazione, sono risultati un punto facile di approdo per i trafficanti ma di difficile accesso per le forze dell'ordine, anche per la presenza di vedette che, segnalando ogni movimento, ostacolavano qualsiasi intrusione. Gli agenti hanno fermato due furgoni in procinto di accedere ad uno dei capannoni. In uno dei due mezzi la polizia ha rinvenuto circa una tonnellata e mezza di rame.
Tutto il metallo rinvenuto, le autovetture, i capannoni e il rame sono stati sottoposti a sequestro. Tre romeni e un italiano, tutti con vari precedenti per reati contro il patrimonio, sono stati denunciati per ricettazione e, a seguito di riscontrate anomalie sull’erogazione di energia elettrica, il proprietario del capannone è stato anche denunciato alla procura di Ivrea per furto di energia elettrica.








