
ROMANO CANAVESE - E' stato condannato ieri a sei anni dal tribunale di Ivrea, il 31enne senza fissa dimora, di nazionalità romena, a processo per violenza sessuale, rapina e lesioni personali. L'uomo era stato arrestato dai carabinieri ad aprile, in pieno lockdown, dopo l'aggressione ad una ragazza italiana di 27 anni che, trascinata in un bosco tra Strambino e Romano Canavese, era stata picchiata e violentata. La vittima si è costituita parte civile con l'avvocato Enrico Scolari. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Marianna Tiseo. Il processo si è svolto col rito abbreviato che ha comportato lo sconto di un terzo della pena per l'imputato.
La ragazza, quella sera, caduta al suolo e colpita con schiaffi e pugni, si è difesa con coraggio, prima di soccombere all'aggressore che, dopo averle abbassato i pantaloni, ha tentato di violentarla. Poi l'ha costretta ad un rapporto orale non protetto. Una provvidenziale telefonata giunta sul cellulare della donna ha colto di sorpresa l’uomo che, per il timore di esser scoperto, ha desistito, non prima di aver minacciato la vittima: «Ho il tuo numero di telefono, non denunciarmi».
La 27enne, soccorsa dal personale sanitario, è stata trasportata all'ospedale di Ivrea. Ha riportato un trauma facciale e la frattura del setto nasale. L'aggressore è stato arrestato poche ore dopo mentre stava passeggiando come se nulla fosse nel centro di Strambino.











