
Centocinquanta mila euro in prestito. Forse restituiti, forse no. A Ivrea è in corso un processo per falso in scrittura privata che vede sul banco degli imputati Emilio Avetta. Nel 2007 si fece prestare l'ingente somma per investirla in un'attività imprenditoriale. A concedere il prestito Sergio Bertot, classe 1933, papà dell'ex sindaco di Rivarolo, Fabrizio. Tramite il fratello dell'ex sindaco, Guido Bertot (trovato morto nel gennaio del 2012 nel greto del torrente Orco), l'uomo era riuscito a farsi consegnare i soldi che avrebbe poi restituito con comode rate mensili.
Secondo l'accusa, però, sostenuta dal pubblico ministero Letizia Ferraris, Avetta avrebbe falsificato le cifre contenute nella documentazione che attesterebbe la restituzione del denaro ai Bertot. Avetta ha esibito in tribunale quelle ricevute che ora l'accusa contesta: «La calligrafia di alcune risulta molto confusa», tanto che su alcuni documenti pare che alcune cifre siano state aggiunte dopo. In questo modo 1000 euro diventavano 11 mila. 900 euro diventavano 9900.
La consulente del tribunale che ha passato al setaccio le ricevute ha confermato che le firme di avvenuto pagamento sono da attribuire a Guido Bertot ma in altre parti si nota l'intervento di una mano "non nota" che potrebbe aver manomesso i documenti. In aula, la scorsa settimana, sono stati ascoltati l'impiegata di Avetta, Paola Baratono di Ciconio, e Sergio Bertot, papà dell'ex sindaco. Non è stato facile, per lui, ripercorrere l'intera vicenda. Anche perchè i soldi non restituiti sarebbero stati alla base di un periodo di depressione vissuto dal figlio Guido. «Dopo la sua morte ho cercato Avetta ma non sono più riuscito a parlare con lui. Sono stato costretto a rivolgermi all'avvocato».
L'impiegata di Avetta, invece, ha confermato di aver scritto su quelle ricevute ma solo cifre comprese tra i 300 e i 1000 euro. Eppure su quei fogli, come ha confermato l'avvocato di parte civile Sergio Bersano, alcuni importi sono di gran lunga superiori. Per la difesa di Avetta i saldi sono stati scritti proprio dall'impiegata. Circostanza smentita dalla parte civile. Il processo riprenderà il 15 aprile del 2016.
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