RIVAROLO - Omicidio Pomatto: Perri chiede la scarcerazione immediata
Venerdì mattina il tribunale del riesame sarà chiamato ad esprimersi sull'istanza di scarcerazione immediata presentata dall'avvocato Daniela Dematteis che sta seguendo la posizione di Mario Perri, 55 anni di Rivarolo Canavese, in carcere da dieci giorni in quanto ritenuto il responsabile dell'omicidio di Pierpaolo Pomatto, il 66enne di Feletto trovato senza vita il 19 gennaio scorso nelle campagne di Vesignano. «Non sono stato io a uccidere Pierpaolo» ha ribadito ieri mattina Mario Perri al pm Ruggero Mauro Crupi della procura di Ivrea. 
 
«Il mio assistito ha ribadito la sua estraneità ai fatti – spiega il legale di Perri – e ha fatto chiarezza anche sul precedente di qualche anno fa, avvenuto a Rivarolo, che si concluse con il ferimento di un cittadino marocchino». Il riferimento va al 14 settembre 2004, quando in via Bicocca, per un presunto regolamento di conti, Perri sparò a un marocchino. L’uomo venne arrestato, dopo 24 ore di fuga, per tentato omicidio. «Dopo quell’episodio – ha raccontato il rivarolese – non ho mai più avuto una pistola». 
 
Fin qui, ad incastrare Perri, ci hanno pensato le analisi delle celle telefoniche, in attesa che dal Ris di Parma arrivino i risultati degli accertamenti scientifici effettuati sull'auto di Pomatto e sui vestiti macchiari sequestrati dai carabinieri di Rivarolo a casa di Perri. Il rivarolese, oltretutto, è stato trovato in possesso del telefono cellulare di Pomatto nelle ore immediatamente successive al delitto. Le sue spiegazioni, in caserma e davanti al giudice, non sono state convincenti.