
Il gruppo consigliare di minoranza "Uniti per Rivara", rappresentato in consiglio comunale da Lorenzo Terrando, Marisa Basolo e Danilo Pastore, inizia una nuova "battaglia" contro il sindaco Quarelli. Lunedì, infatti, i consiglieri hanno inviato tre lettere. Due all’amministrazione comunale, una mozione e un’interrogazione che verranno discusse probabilmente nel prossimo consiglio, e una diretta all’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) e al corpo forestale dello Stato.
In tutte e tre le comunicazioni, la segnalazione riguarda la situazione all’esterno della vecchia discarica di località Rossetti e, soprattutto, la situazione delle vasche di raccolta del percolato, documentate con foto. Questa situazione di degrado rappresenta un rischio, secondo l'opposizione, soprattutto a causa della vicinanza delle vasche di raccolta al torrente Viana e al pozzo di captazione dell'acqua potabile che serve la borgata Quarelli. Nella mozione, «dato atto che la situazione della discarica chiusa di Rivara è fonte di preoccupazione», s'impegna il sindaco ad attivarsi, nei modi e nelle forme più opportune, «al fine di addivenire al più presto a una situazione accettabile, sia per la sicurezza che per l’ambiente». Nella segnalazione alla forestale, inoltre, i consiglieri di minoranza hanno fatto presente che l'accesso al sito è ormai "libero", dal momento che parte della recinzione è sparita.
Il sindaco Gianluca Quarelli risponde: «Al momento l'Arpa non ci ha segnalato nulla. In caso di provvedimenti urgenti da adottare saremo i primi a saperlo. In ogni caso il sopralluogo è stato effettuato martedì. Per quanto riguarda l'accesso al sito verificheremo la possibilità di ripristinare la rete danneggiata. Sui possibili sversamenti tocca all'Arpa informarci. In ogni caso la discarica non è di proprietà del Comune di Rivara. Questo l'opposizione dovrebbe saperlo. La proprietà dell'area è della Comunità montana e l'Asa ne ha ottenuto il comodato d'uso anni fa. Al momento eventuali lavori sarebbero ancora a carico dell'Asa».
Dichiarando, sostanzialmente, di non poter fare nulla, a parte lasciare campo libero agli organi competenti, essendo la discarica solamente sita sul territorio del Comune, ma non di sua proprietà né di sua gestione. Resta da chiarire chi debba occuparsi della manutenzione essendo l’Asa ormai fallita. Un primo sopralluogo è stato effettuato dai tecnici dell'Arpa martedì. Probabilmente ne seguiranno altri. (pf)











