
I carabinieri della compagnia di Ivrea hanno arrestato cinque persone per estorsione, rapina e danneggiamento ai danni di un imprenditore di Pont Canavese. Le indagini sono partite dopo la denuncia dell’imprenditore. Dopo averlo rapinato in casa (tremila euro il bottino) i malviventi gli hanno chiesto 200 mila euro da consegnare in Liguria. L’imprenditore non si è presentato, attirandosi minacce e vendette, compresi ripetuti attentati incendiari di cui uno al capannone dell'azienda.
I malviventi sono stati arrestati mentre incassavano i soldi dell’estorsione. Dopo averlo rapinato in casa, Nicodemo Ciccia, 42 anni, e i suoi complici gli hanno chiesto 200 mila euro. L'imprenditore non si è presentato all'appuntamento ma si è rivolto ai carabinieri. Nel tardo pomeriggio del 6 settembre, Nicodemo Ciccia di Favria (esponente del locale dell'ndrangheta di Cuorgnè e uomo di fiducia di Giovanni e Bruno Iaria, coinvolto nell’inchiesta Minotauro) è stato arrestato mentre incassava i soldi dell'estorsione con altri due complici: Donato Macrì di Volpiano, 43 anni (che si faceva chiamare «Renato» per sostituirsi al Renato Macrì della locale ‘ndrangheta di Volpiano e Torino), e D.F. di 24 anni residente a Rivarolo Canavese.
La consegna del denaro è avvenuta ne parcheggio di un centro commerciale a San Francesco al Campo. Nelle settimane successive alla richiesta estorsiva, la vittima ha subìto una serie di danneggiamenti incendiari. Altri episodi sono stati evitati grazie all’intervento dei carabinieri. Le indagini hanno consentito di raccogliere ulteriori e consistenti elementi di prova anche a carico di Antonio Gagliardi, 45 anni, di San Giorgio Canavese (anche lui arrestato) che da un anno era stato assunto dall'imprenditore ed è risultato essere l'ideatore e promotore della rapina e dell'estorsione. Un collaboratore infedele che ha fatto il doppio gioco per diversi mesi. Con lui è stato arrestato anche un altro giovane di 27 anni, G.C. di Rivarolo Canavese, che aveva effettuato alcune telefonate estorsive ai danni dell'imprenditore di Pont e aveva preso parte ai tantativi d'incendio.
Nella foto, fornita dal comando provinciale dei carabinieri, il momento in cui i malviventi intascano la busta con i soldi a San Francesco al Campo.








