
OZEGNA - Venerdì 14 maggio la Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, cibo, caccia e pesca, Marco Protopapa, ha recepito la sentenza della Corte Costituzionale numero 21, del 14 gennaio 2021, nella quale si integrano i soggetti autorizzati che possono essere impiegati nell’attività di controllo del cinghiale.
E' stato stabilito un piano di controllo per le Province e la Città Metropolitana di Torino, alle quali è stato concesso il ricorso a proprietari o conduttori dei fondi ricompresi nelle aree interessate dai piani di abbattimento, a guardie venatorie volontarie e a cacciatori in possesso di specifica formazione, tutti operanti sotto il coordinamento delle stesse amministrazioni. Inoltre, sono inseriti nel piano di controllo anche i cacciatori in possesso di attestato di selecontrollore e i cacciatori che hanno effettuato e superato il corso ai sensi della delibera regionale del 2019.
«Finalmente, dopo tutto il nostro lavoro, i nostri incontri e le nostre “pressioni” la Regione Piemonte e l’assessore Marco Protopapa ci hanno ascoltato - dichiara Fabrizio Galliati, presidente Coldiretti Torino -. Con il provvedimento approvato stamattina dalla Giunta regionale le amministrazioni provinciali e la Città Metropolitana, enti deputati a gestire il piano di controllo dei cinghiali, hanno finalmente la possibilità di avvalersi di personale formato e specializzato. Ora attendiamo i fatti e l’inversione dell’attuale tendenza. Prima non potremmo ritenerci pienamente soddisfatti. Oltre a questo infatti bisogna sbloccare le assunzioni degli agenti faunistico-ambientali che si attivino concretamente per l’abbattimento dei capi in toltale sicurezza per la popolazione. Questo lo possono fare le provincie e la Città Metropolitana soltanto se avranno la garanzia da parte della Regione Piemonte della copertura dei fondi necessari per l’assunzione, quantomeno in Città Metropolitana, di almeno una ventina di operatori, dato che al momento sono soltanto 3 le guardie operative».
Sulla questione, e dopo un sopralluogo per quantificare il passaggio e i danni causati dai sempre più numerosi ungulati, è nato un incontro a Ozegna (nelle foto) promosso dal Pd Alto Canavese con la consigliera regionale Monica Canalis, il vice sindaco della città metropolitana Marco Marocco, i sindaci della zona ed i rappresentanti dei coltivatori a cui si sono via via aggiunti, grazie ad un efficace passaparola, tanti agricoltori e gente comune. L'incontro si è tenuto nei pressi del santuario della Madonna del Bosco ad Ozegna: si è discusso sulla situazione regionale, sui rimborsi per i danni subiti e sugli abbattimenti urgenti dell'animale. Il Pd Alto Canavese ha fatto sapere: «continueremo a seguire il tema e a far sentire la voce di chi lavora sul territorio» (ETB)















