OMICIDIO DI CASTELLAMONTE - Scarcerata la madre di Gabriele: attenderà il processo nella villetta di Gassino

Revoca degli arresti domiciliari con obbligo di dimora restrittivo. Così ha deciso il gup del tribunale di Ivrea in merito alla posizione di Caterina Abbattista, a processo per concorso in omicidio. La donna è stata scarcerata questa mattina: non potrà oltrepassare i confini del Comune di Gassino, dove abita con il compagno, e dovrà restare in casa dalle 20 alle 7 del mattino. I suoi legali avevano chiesto l’obbligo di dimora senza restrizioni. Abbattista, madre di Gabriele Defilippi, il 22enne reoconfesso dell'omicidio della professoressa Gloria Rosboch, sarà processata con rito ordinario: domani, ad un anno dall'arresto, sarebbe stata comunque scarcerata per decorrenza dei termini.

Va quindi completandosi il quadro pre-processo. Gabriele Defilippi sarà sottoposto a una perizia psichiatrica. Il 3 marzo, nel corso della prossima udienza, Franco Freilone, specialista di psichiatria e docente dell'università di Torino, sarà incaricato di eseguire la perizia sul giovane. Ci vorranno dai sessanta ai novanta giorni per concludere il lavoro e depositare gli esiti: i tempi del processo, quindi, si allungano. Il giudice, nella stessa udienza, ha accolto la richiesta dell'avvocato Celere Spaziante che difende l'altro omicida reoconfesso, Roberto Obert, 54 anni di Forno Canavese: sarà processato con rito abbreviato. Obert, tramite il legale, ha fatto sapere di aver già risarcito la famiglia Rosboch che, nei suoi confronti, non si è costituita parte civile.

Infine Efisia Rossignoli, 47 anni di San Giorgio Canavese, a giudizio solo per la truffa ai danni della Rosboch, ha chiesto di patteggiare una pena di un anno e undici mesi di reclusione.