
NOASCA - Nuova mostra di Gianfranco Schialvino questa volta a Noasca, promossa dall'associazione Amis dla Rua. La mostra è visibile dall'esterno del palazzo comunale (dal momento che, a causa del covid, non è consentito allestire esposizioni all'interno). Resterà visibile fino al 30 aprile 2021.
Gianfranco Schialvino è un pittore, incisore e scrittore che da molti anni si dedica prevalentemente alla xilografia. Vive tra lo studio di Torino e il laboratorio in un paese nei pressi di Magenta rimasto stranamente inurbato e silenzioso, nonostante disti poche decine di chilometri da Milano. E' nato a Pont Canavese nel 1948. Segue studi classici fino alla laurea in Lettere Moderne con Massimo Mila. Studia disegno col pittore Tullio Alemanni. Lavora a Torino, con antichi torchi, in via Santa Chiara 23. La xilografia è il più antico procedimento per la stampa, è l’arte di intagliare il legno per realizzare forme in rilievo da inchiostrare e poi imprimere per riprodurre un disegno. La parola deriva dal greco xylon legno e grapho scrivo. Non è solo un mezzo per trasportare una creazione grafica su una tavoletta lignea: la creatività e la sensibilità dell’artista non si esprimono solo nel disegno ma anche nell’incisione, per cui si tratta di un unico processo creativo. Schialvino preferisce lavorare con il legno più duro, tagliato di testa, che gli consente di tradurre fedelmente i disegni, sempre realizzati con estrema cura e precisione.
Adopera i bulini, ideali per incidere con precisione la superficie liscia e uniforme e tratteggiare linee sottili, ideali per ottenere effetti tonali e di chiaroscuro; le parti in ombra vengono realizzate intagliando linee parallele: molto ravvicinate quando si vogliono ottenere ombre più scure, rade in caso contrario. Ma lavora anche il legno tagliato “di filo”, le normali assicelle. che scolpisce con scorbie e ciappole e rifinisce con affilatissimi attrezzi che si costruisce personalmente. Quando il lavoro sul legno è terminato, si passa l’inchiostro sulla tavoletta scolpita, con un tampone o un rullo, e si stampa mediante un torchio. Ama raffigurare il paesaggio in cui è cresciuto, le Alpi occidentali, le Levanne, il Gran Paradiso, la Rosa dei Banchi, i Piani del Nivolet.
Si definisce più artigiano che artista: «Io punto prevalentemente sul disegno iniziale, che tramuto poi quasi integralmente in incisione e stampa». Le opere di Schialvino secondo lo scrittore Nico Orengo, con cui ha editato diversi libri d’arte, sono vere e proprie scatole cinesi: «Vaga nel fantastico, lavora per particolari, nasconde invita all’immersione, lasciando alla fantasia di chi guarda la possibilità della scoperta». (Giuseppe Mendicino)








