
Sono ricominciate questa mattina ai laghetti della Falchera, tra Torino e Mappano di Borgaro, le ricerche di Momcilo Bakal, meglio conosciuto come «Momo», l’ex militare bosniaco di 44 anni scomparso lo scorso 24 luglio da Mappano, dove abitava con la compagna. I carabinieri di Leini, che effettuano le indagini coordinate dalla procura di Ivrea, alle nove sono tornati nella zona di via degli Ulivi insieme a diverse squadre dei vigili del fuoco, compresi i pompieri del nucleo sommozzatori. Ieri i cani molecolari hanno setacciato l’area senza trovare tracce utili per risalire all’uomo.
Secondo gli inquirenti, l’ultima volta che il cellulare di Bakal ha agganciato una cella telefonica potrebbe essere stato proprio vicino al laghetto, dove il bosniaco aveva un terreno di proprietà. Gli inquirenti sospettano che l’ex militare sia stato vittima di un regolamento di conti anche se, per il momento, ogni pista è ancora in piedi.
Bakal viveva a Mappano e gestiva un magazzino a Settimo Torinese. In passato aveva fatto parte dell’esercito bosniaco, poi si era trasferito in Italia dove aveva allacciato una relazione con una donna di Locri. È stata lei a denunciare la scomparsa del compagno, lo scorso 9 settembre. I due hanno anche avuto qualche guaio con la giustizia: i carabinieri a Leinì, infatti, li avevano arrestati a marzo del 2009 per ricettazione. Del caso se ne sta occupando anche l’associazione «Penelope Piemonte» che si occupa di persone scomparse.














