
Più di dieci chili di droga recuperati in un alloggio di Torino grazie all'unità cinofila di Volpiano, Quark. Ma anche grazie ad un lavoro investigativo notevole, partito da Leini e finito in quell'alloggio, dove si rifornivano spacciatori al dettaglio e tossicodipendenti. L'altra mattina, con un fischio, che era la parola d'ordine per farsi aprire la porta, in quell'alloggio di lungo Stura Istria, sono entrati anche i carabinieri di Leini: due assuntori di droga, residenti proprio a Leini, si erano appena allontanati dopo aver acquistato lo stupefacente. Sono stati loro, indirettamente, a portare i carabinieri alla base dello spaccio.
Il fiuto del cane Quark ha fatto il resto. Non utilizzando telefoni cellulari, Facebook o whatsapp, i carabinieri si sono affidati ad indagini di tipo "classico", così come spiegano, nel video sotto, il comandante dei militari di Leini, il maresciallo maggiore Ivan Pira, e il comandante della compagnia di Venaria Reale, capitano Giacomo Moschella. Non è stato quindi facile risalire all'alloggio degli spacciatori, fratello e sorella marocchini puntualmente arrestati.
Gli investigatori si sono travestiti da runner per sorvegliare l'alloggio e per studiare i movimenti dei sospettati, fratello e sorella, che rifornivano la zona nord di Torino di hashish. I pedinamenti sono durati settimane e sono sempre partiti da alcuni assuntori abituali di droga residenti a Leini. I clienti lasciavano gli ordini scritti su "pizzini" nella buca delle lettere e passavano a ritirare la droga fischiettando sotto la finestra. Secondo i carabinieri, il giro di droga fruttava ai due fratelli arrestati circa 20 mila euro al mese.











