
Si è concluso con una condanna a quattro anni il processo di primo grado a carico di un 40enne di Borgaro Torinese accusato dei maltrattamenti ai danni della moglie e dei suoi genitori e di violenza sessuale aggravata nei confronti della consorte. Secondo quanto emerso in aula, l'uomo avrebbe abusato della moglie invalida nella stessa casa che condivideva con i suoceri. L’imputato era accusato di continui maltrattamenti ai danni della consorte e dei parenti con un peggioramento nei rapporti dal 2014, dopo la separazione dalla donna. Nonostante la fine del rapporto, però, l'uomo continuò a vivere nella casa della donna e dei suoceri per diverso tempo. Ed è in quel periodo che continuò a pretendere rapporti sessuali non consenzienti, il tutto abusando delle condizioni di salute precaria e degli handicap della donna.
In un episodio, ricostruito in aula, l’imputato avrebbe preteso un rapporto sessuale con la donna mentre la stessa era al telefono con un’amica. Quest'ultima avrebbe riferito di aver sentito chiaramente i tentativi della moglie di rifiutarsi. Il rapporto si consumò ugualmente, come ha testimoniato la madre della donna che ha assistito impotente all’accaduto. Il tutto fino al divorzio avvenuto nel 2016 con la denuncia dell’accaduto e l’allontanamento dell’imputato. Non essendoci certificati medici o testimonianze di violenze fisiche o sessuali, il legale dell'uomo ne ha chiesto la totale assoluzione. Di diverso avviso il collegio dei magistrati del tribunale di Ivrea, presieduto dal presidente Elena Stoppini, che ha condannato a 4 anni l’imputato.








