
Era in mutua per un infortunio, ma ciò non gli ha impedito di provare a rubare 200 kg di rame dal complesso industriale ex-Olivetti di Scarmagno dove lavorava.
Il fatto risale al giugno 2011. Ciro Medici, ora 54enne, in compagnia del figlio, classe ‘96, si reca allo stabilimento con la scusa di recuperare degli oggetti personali dal proprio armadietto. Il sorvegliante all’ingresso gli concede il nulla osta e così la coppia si introduce nel complesso. Una volta dentro, nei sotterranei del capannone E, i due cominciano a lavorare al recupero delle tubature di rame, lunghe 80 metri e del diametro di 6 millimetri, che si trovano nelle condotte frigorifere.
Evidentemente l’operazione si protrae a lungo, al punto da insospettire il sorvegliante, che non perde tempo e chiama il 112. Quando arrivano i carabinieri di Strambino, padre e figlio cercano disperatamente di evitare la cattura nascondendosi tra l’erba nei pressi del capannone, ma vengono individuati e arrestati.
A distanza di quasi sette anni dai fatti, arriva ora la sentenza. Ciro Medici, assistito dall’avvocato Flavia Pivano, è stato condannato dal giudice Claudia Colangelo del Tribunale di Ivrea a sei mesi di reclusione e 200 euro di multa, mentre il figlio, all’epoca dei fatti minorenne, è ancora a giudizio presso il Tribunale dei minori di Torino.








