
Mercoledì 11 aprile è stato inaugurato il nuovo Master in Telemedicina del Politecnico di Torino che si svolgerà presso il Polo Formativo Universitario Officine H di Ivrea a partire dal prossimo autunno. A breve saranno aperte le iscrizioni. Il Master è rivolto a più figure professionali che lavorano a stretto contatto nell’ambito sanitario: l’ingegnere biomedico, che possiede le competenze sulla tecnologia e sugli ambiti di utilizzo, e il professionista sanitario (medici, infermieri e altri profili sanitari), che conosce i bisogni di assistenza della popolazione e le caratteristiche degli utenti che possono usufruire del servizio.
«Abbiamo fortemente voluto questo Master – commenta il direttore generale dell’Asl To4, Lorenzo Ardissone – garantendo un sostegno economico al percorso formativo, con l’obiettivo di facilitare la partecipazione dei nostri dipendenti interessati ad acquisire competenze avanzate sui temi dell’assistenza, della diagnostica e più in generale della presa in carico delle persone con problemi di salute in un’ottica di integrazione con la tecnologia informatica e delle nuove e future opportunità che da questa ne potranno derivare».
L’ampio partenariato che ha garantito un sostegno economico al Master, con aziende private nazionali, territoriali e della cooperazione sociale, ha fatto sì che la quota di iscrizione fosse pari a 1700 euro, ampiamente al di sotto delle quote richieste dalle poche analoghe proposte formative di altre Università italiane. Inoltre, la stretta collaborazione con il Politecnico prevede che i Project Work inseriti nel piano studi vertano anche su tematiche proposte dall’Asl, rivolgendo il lavoro degli studenti in formazione verso obiettivi aziendali finalizzati al miglioramento della rete assistenziale e a una implementazione della domiciliarità delle cure e dei rapporti tra ospedale e territorio.
«Il nostro territorio, molto ampio e disomogeneo dal punto di vista geomorfologico, e l’invecchiamento della popolazione, connesso all’aumento delle patologie cronico-degenerative, ci orientano sempre più verso cure a domicilio - prosegue Ardissone - le cure domiciliari possono essere potenziate dall’utilizzo di tecnologie proprie della telemedicina, in termini di miglioramento della qualità del servizio fornito e di riduzione dell’ospedalizzazione». L’impegno dell'Asl garantirà ai propri dipendenti formati una successiva valorizzazione delle competenze acquisite attraverso l’avvio di progetti e percorsi di contestualizzazione che partiranno da un loro diretto coinvolgimento.








