IVREA - La banda dei rapinatori «figli di papà»: arrestati dalla polizia e condannati in tribunale - VIDEO

Una vera e propria stangata sulla «banda della Mito», battezzata così dalla polizia perché dopo i colpi uno di membri del gruppo si era vantato su Facebook pubblicando la foto dell'auto utilizzata per la rapina. Quattro anni e sei mesi di carcere per Pietro Bonino, classe 1992 di Azeglio, incensurato e figlio di un imprenditore agricolo; tre anni e dieci mesi per Giuseppe Grosso, 23 anni di Ivrea; tre anni e quattro mesi per Simone Tosatti, 28 anni, di Montalto Dora; tre anni per Antonello Gilitos, 21 anni di Vestignè. Il gup Stefania Cugge ha inasprito le condanne che erano state chieste dal pubblico ministero, Chiara Molinari.

La banda era composta da giovani tutti incensurati e di buona famiglia. Per mantenere un tenore di vita evidentemente troppo alto rispetto alle loro possibilità, avevano iniziato a mettere a segno rapine e furti. Ad incastrare la banda l'auto utilizzata per i colpi: un'Alfa Romeo Mito nera (da qui il nome dell'operazione) e una foto pubblicata sul profilo Facebook di uno dei tre componenti del gruppo. Da quella foto sono scattati gli accertamenti della polizia che hanno permesso di bloccare i tre, a Montalto Dora, un attimo prima di un assalto in villa ai danni di un ignaro pensionato.