
IVREA - Alle ore 19 di ieri, giovedi 16 aprile, durante un normale giro di controllo al primo piano lato destro del carcere di Ivrea, dove sono ristretti detenuti a regime ordinario, la Polizia Penitenziaria si è resa protagonista di una brillante operazione di servizio. Infatti il personale ha rinvenuto addosso ad un detenuto italiano trentaduenne in carcere per omicidio, un micro telefono cellulare occultato nella mutande, con scheda nano sim inserita.
A dare la notizia è Leo Beneduci, Segretario Generale Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) che aggiunge: «L'Osapp da tempo denuncia situazioni di violenze, aggressioni, offese, sputi perpetrati ai danni del personale di Polizia Penitenziaria ed invece, solo grazie alla perspicacia professionale del personale in servizio, si è evitato che la Casa Circondariale di Ivrea divenisse un centro telefonico pubblico, chiaramente illecito».
Il sindacato autonomo denuncia da molto tempo che l’esiguo personale di Polizia Penitenziaria di Ivrea che opera in condizioni estreme per la gravissima e nota carenza di organico: "Lo stesso personale, ancora oggi, opera con esigui dispositivi di protezione individuale che l’amministrazione non fornisce in misura sufficiente tanto che ci si è dovuti rivolgere all’amministrazione comunale e aziende del Canavese che hanno provveduto a tali irrinunciabili necessità e che l'Osapp ringrazia».








