
IVREA - Coniugare la compassione e il ricordo per la morte di una persona cara con il rispetto delle norme contro il contagio da covid: i Testimoni di Geova di Ivrea lo stanno facendo con la celebrazione dei funerali dei loro confratelli in videoconferenza. Lunedì scorso alle 15, oltre 200 testimoni appartenenti alle cinque comunità dei testimoni di Geova dell’Eporediese, molti amici e parenti da diverse regioni italiane, ma anche dalla Germania, dalla Francia e persino dall’Africa, si sono trovati su zoom per assistere alla cerimonia funebre per la morte di Grazia Lo Vullo (vedova Raffaele), da 50 anni fedele e intrepida testimone di Geova.
La cerimonia si è aperta con un discorso commemorativo basato sulla Bibbia che ha ricordato, da un lato la personale professione di fede di Grazia Lo Vullo durata tutti questi anni e dall’altro la speranza della risurrezione che lei condivideva con quasi tutti i presenti al collegamento zoom e con chiunque volesse ascoltarla mentre predicava nei dintorni della sua abitazione a Ivrea, per molti anni nel quartiere Bellavista e ultimamente nel quartiere San Giovanni. Non era la sua una speranza generica e indefinita, ma una letterale e terrena risurrezione dalla morte con la terra tornata allo splendore dell’originale paradiso voluto da Dio.
I testimoni di Geova sono molto scrupolosi nell’osservanza delle norme anti assembramento; per questo, fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria in atto, hanno adottato le piattaforme digitali per assistere regolarmente alle loro adunanze settimanali, compresi le assemblee e i congressi nazionali, compiere l’opera di predicazione che da sempre li contraddistingue, come pure continuare a frequentarsi nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie in vigore. La cerimonia funebre in videoconferenza per Grazia Lo Vullo ne è stata l’ultima dimostrazione. (immagine di repertorio)








