ECONOMIA - Il turismo in Canavese? E' ancora un flop
Nonostante i proclami, il turismo in Canavese non decolla. Lo conferma l'analisi del centro studi Sintesi per Confindustria che ha preso in esame le potenzialità del territorio nello scenario della Città Metropolitana. Dal punto di vista del turismo il quadro è ancora desolante. «Il Canavese appare l’area meno caratterizzata sotto l’aspetto turistico tra quelle poste a confronto nell’analisi - scrivono i ricercatori - e questo vale per tutte le sue sub-aree che si collocano in fondo alla classifica teorica stilata sulla base di un indicatore di sintesi per il turismo». Nel periodo della crisi, tuttavia, il settore ha mostrato segnali di crescita che pongono il Canavese in una posizione relativamente migliore rispetto a quella degli altri territori.
 
In primo luogo al Canavese si può attribuire solo un basso tasso di turisticità (833 presenze su 1000 abitanti), inferiore anche a quello della provincia di Biella (1206) e distante da quelli calcolati per le aree circostanti. Basti pensare che la provincia di Torino ha un tasso attorno a 2900. Anche se il calcolo del tasso di turisticità è inficiato dalle difficoltà di ottenere i dati relativi ai Comuni con pochi esercizi ricettivi, sembra comunque che non emergano forti caratterizzazioni dal punto di vista del turismo locale. 
 
«È un territorio che presenta una scarsa densità ricettiva: si contano solo 3,6 posti letto per chilometro quadrato, contro i 7,6 posti letto del Piemonte e i 14,9 dei Comuni della provincia. Tra il 2007 e il 2014 vi è stato tuttavia un incremento della densità ricettiva che ha portato ad una crescita di 0,5 posti letto, in linea con la crescita registrata in regione.
I turisti, inoltre, si fermano nel Canavese meno che negli altri territori circostanti: solo 2,7 giorni di permanenza media». A fronte di una generale, seppur minima, riduzione della permanenza che accomuna il turismo in tutto il Paese, nel Canavese la situazione è relativamente migliorata tra il 2007 e il 2014 con un incremento della permanenza media di 0,3 giorni mentre in provincia di Torino è rimasta stabile nel tempo.
 
I turisti stranieri sembrano trovare meno interesse nel territorio del Canavese rispetto alle altre zone prese a confronto: nel 2014 hanno rappresentato il 19,3% del totale degli arrivi, una quota anche più contenuta di quella rilevata nel complesso della provincia di Torino (19,9%). È il ciriacese a mostrarsi meno attraente nei confronti della clientela straniera (7,3% degli arrivi) mentre un maggiore appeal lo mostra l’Eporediese dove gli arrivi di turisti stranieri sono stati pari al 39,8%. Proprio l’Eporediese ha fatto segnare una crescita di 25,5 punti percentuali della quota di turismo straniero tra il 2007 e il 2014 e che ha senz’altro contribuito ad accrescere l’incidenza complessiva degli arrivi di stranieri nel Canavese: +9,8 punti percentuali nel complesso dell’area. 
 
«Complessivamente sembra tuttavia di poter dire che il turismo qui non sembra essere un settore capace di attrarre imprenditorialità» sentenzia lo studio di Confindustria. Le imprese del comparto rappresentano il 6,4% di quelle attive, percentuale inferiore solo alla quota calcolata per la provincia di Biella.