CUORGNE'-PONT CANAVESE - Tutti in marcia per salvare la Sandretto - FOTO e VIDEO
Lavoratori, sindacalisti, sindaci e semplici cittadini. Il Canavese s'interroga sul futuro industriale e intanto manifesta per dare un segnale di vicinanza e di collaborazione al fine di salvare la Sandretto di Pont Canavese. Un'azienda storica, nuovamente alle prese con una crisi incredibile. 127 i posti di lavoro a rischio: dovesse davvero chiudere, come la proprietà aziendale ha annunciato due settimane fa, sarebbe un colpo devastante per l'economia di questa parte di territorio. Così, con partenza dal pedaggio di Cuorgnè, questa sera è arrivato il primo segnale a sostegno dell'occupazione, con una manifestazione promossa dai sindacati e allargata a tutte le istituzioni della zona. Il corteo, partito da Cuorgnè, ha camminato fino a Pont, davanti ai cancelli dell'azienda. 
 
Cancelli che, da una settimana a questa parte, sono presidiati giorno e notte dai lavoratori. La scorsa settimana, durante un vertice in Regione, l’amministratore unico della Sandretto, ha confermato le difficoltà di mercato legate alla produzione delle presse, i cui costi sarebbero troppo alti rispetto ai ricavi. Da qui l’intenzione di dismettere la linea produttiva. «In più occasioni – ribatte l’assessore regionale Gianna Pentenero – l’azienda ci ha raccontato che stava riprendendo la produzione, tanto che si era resa necessaria l'assunzione di 12 nuovi lavoratori. Ora, improvvisamente, scopriamo che il piano industriale non è sostenibile. Tutto questo è inaccettabile». Domani in Regione nuovo summit. La Regione, visto che l’azienda ha sostenuto la necessità di diversificare il processo produttivo, ha chiesto la presentazione di un nuovo piano aziendale che consenta «il mantenimento dell’attività nel Canavese e la tutela dei posti di lavoro». 
 
Nel frattempo, la Sandretto presenterà anche la richiesta di rinnovo della cassa integrazione, visto che quella attualmente in corso scadrà il 18 settembre. «Il tentativo di portare via le attrezzature – dicono dalla Fiom – è la conferma dei nostri sospetti sulla la volontà aziendale di svuotare la fabbrica per poi portare i libri in tribunale». Contro questa possibilità si è manifestato questa sera. Il segnale che è arrivato dal territorio è stato chiaro: qui in Canavese sono pronti alle barricate. Speriamo non ci sia bisogno di arrivare a tanto.