
CUORGNE' - La scuola non riprenderà l'anno scolastico e darà appuntamento agli studenti di ogni ordine e grado al mese di settembre quando, covid-19 permettendo, si tornerà nelle aule. Ovviamente cambieranno molte e cose e il Ministero dell'Istruzione sta studiando nuove regole per dare il suo contributo ad evitare una ripresa dei contagi. Non mancano le preoccupazioni. Delle famiglie, degli allievi e anche delle amministrazioni comunali: le nuove regole, infatti, potrebbero avere un impatto notevole sulle scuole. Ne è convinto l'assessore all'istruzione del Comune di Cuorgnè, Davide Pieruccini, che ha scritto una lettera al Ministro Lucia Azzolina.
«Ho scritto al Ministro Azzolina per manifestare la mia attuale preoccupazione - spiega Pieruccini - voci di corridoio ne sentiamo tante, turnazioni, didattica a distanza, distanziamento sociale, presenza ridotta all’interno dei mezzi di trasporto, mascherine, termometri, colonnine per la distribuzione gel, sanificazione continuativa, ingresso nelle aule distanziati. Potrei andare avanti per ore ma preferisco partire con alcuni esempi pratici e concreti. Nella nostra cittadina è presente un Asilo Nido, l’IC Cuorgnè, l’Istituto superiore 25 Aprile Faccio (gestione Città Metropolitana di Torino) e una paritario (solo fino alla Primaria). Immagino i bambini del Nido... difficile spiegare loro che si deve rispettare la distanza sociale e non toccare con mani o bocca un gioco, pur riconoscendo la capacità e la professionalità delle educatrici del Nido Comunale». Sono tanti i «nodi da sciogliere» per Pieruccini: «Sarà difficile la gestione della distanza sociale, il trasporto scuolabus, la presenza in mensa, dove già siamo costretti per questioni di dimensione del luogo ad effettuare due turni. Ultimo, ma non per ordine di importanza, tutto ciò che riguarda gli studenti con disabilità. Quali conseguenze potrebbe portare in alcuni casi il distanziamento dopo che per anni si è riusciti a fare l’avvicinamento sociale con tanta fatica e sacrifici?».
E le famiglie? «Immagino già i genitori costretti ad alzarsi alle 5 del mattino per preparare i figli in tempo utile al raggiungimento dei vari plessi scolastici - evidenzia Pieruccini - le file chilometriche dei circa 780 allievi dell’Istituto Superiore per entrare a scuola; gli eventuali turni scolastici o le video lezioni soprattutto per i più piccoli dove la presenza di un genitore è fondamentale per l’ottima riuscita della lezione stessa. Noi non possiamo affrontare il rientro in queste condizioni. Non per mancanza di volontà, ma di adeguati spazi. Non voglio nemmeno entrare nel merito del Personale Scolastico altrimenti si rischierebbe di aprire un altro tema di discussione. Dal mio punto di vista la scuola deve ripartire a settembre solo se in grado di garantire condizioni tali da rispettare la salute di tutti, con l’utilizzo della mascherina, la sanificazione dei locali, l’aumento del Personale ATA e la maggiore responsabilità delle famiglie per quanto riguarda l’igiene dei propri figli. Non esistono altre soluzioni».
Pieruccini ha scritto al Ministro per evitare di ritrovarsi, ad una manciata di giorni dalla apertura dell’anno scolastico, a dover affrontare regole incomprensibili ma sopratutto impraticabili. «Non vanno prese decisioni di difficile attuazione per il bene di tutti soprattutto per questa generazione che ha bisogno di normalità in fatto di istruzione scolastica. Sono certo che questa mia preoccupazione evidenziata è condivisa da gran parte delle amministrazioni Locali e che tutti insieme potremo sicuramente trovare la giusta soluzione. Non possiamo permetterci di perdere tempo».








