
Novantadue mila euro incassati senza autorizzazione. Deve rispondere di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato la dottoressa Cristina S., ginecologa di Cuorgnè dell'Asl To4. Secondo l'accusa la dottoressa esercitava attività privata al di fuori degli orari previsti dal contratto con l’azienda sanitaria, percependo indennità che non le spettavano. Quei soldi, infatti, sarebbero dovuti finire nelle casse dell'Asl. Per questo la professionista è stata segnalata anche alla Corte dei conti. L'indagine è stata coordinata dalla guardia di finanza di Ivrea.
La dottoressa è indagata anche per peculato, dal momento che avrebbe utilizzato per l’attività privata bollettari dell’Asl To4. Nel corso della prima udienza in tribunale, assistita dai propri legali, la dottoressa ha chiesto il rito abbreviato. L’Asl si è costituita parte civile.
Le ulteriori attività investigative hanno portato alla luce lo studio di proprietà della ginecologa a Cuorgnè, non previsto dai vincoli contrattuali, dove la stessa effettuava le visite mediche intascando da diversi pazienti la quota da versare all’Azienda Sanitaria Locale, causando un ingente danno economico al servizio sanitario. Sono state interrogate decine di clienti della professionista dopo appostamenti continui e pedinamenti. Solo così è emerso che uno dei due studi privati (quello di Cuorgnè) ed utilizzati dalla dottoressa era totalmente sconosciuto al fisco. Prossima udienza l'undici maggio.








