Il sette aprile compariranno davanti al gup del tribunale di Ivrea sedici persone finite nell'inchiesta della procura per lo scandalo delle "mazzette" negli obitori. Secondo gli inquirenti, si era generato un giro di mazzette tra infermieri dell'Asl To4 e impresari di pompe funebri sulla vestizione dei defunti negli ospedali di Cuorgnè e Ivrea e per accaparrarsi i relativi funerali. Le accuse, a vario titolo, sono di truffa e favoreggiamento. Il procuratore Giuseppe Ferrando chiederà per loro il rinvio a giudizio.
Secondo le indagini, coordinate dal procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, dagli obitori partivano specifiche “indicazioni” ai familiari delle persone decedute nei due ospedali, circa le imprese a cui rivolgersi per ottenere un buon servizio funebre per il caro estinto. In alcuni casi, inoltre, la vestizione delle salme da parte dei sanitari veniva curata con maggiore attenzione se accompagnata da somme di denaro elargite dall’impresa incaricata del servizio funebre. Le “stecche” tra i 50 e i 100 euro per la vestizione e la composizione delle salme erano una consuetudine, secondo la procura.
In un caso un dipendente dell'Asl To4 in servizio alle camere morturarie di Ivrea e Cuorgnè, avrebbe anche indirizzato i famigliari di un defunto a servirsi di una ben precisa azienda di pompe funebri. Sui quattro dipendenti dell'azienda sanitaria è stato anche avviato un procedimento disciplinare.
Finiranno davanti al giudice Luca Fadda, il prossimo sette aprile, quattro operatori sanitari dell'Asl To4, di cui tre in servizio all'ospedale di Ivrea e uno a Cuorgnè. Con loro altre 12 persone, titolari e dipendenti di imprese di pompe funebri di tutto il Canavese.








