CUORGNE' - Il Lions Club Alto Canavese ricorda Angelo Paviolo
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Il Lions Club Alto Canavese ricorda Angelo Paviolo. La scorsa settimana è stato presentato l'opuscolo pubblicato in ricordo del socio del club scomparso nello scorso dicembre, realizzato dalla tipografia Dejoannes che ha donato al club la stampa dell'opera. Erano presenti per la famiglia Paviolo, Tiziana ed Elena, moglie e figlia di Giampiero Paviolo, anch'egli purtroppo scomparso prematuramente.
 
L'opuscolo è piuttosto articolato. E' introdotto a firma congiunta dai Presidenti del Club, il Past Roberto Perino e Pier Ceretto Castigliano, che prendono la parola per presentare il ricordo di un socio che ha lasciato un profondo segno nel club, fin dal suo ingresso nel 1978, poi con la presidenza nel 1992, fino al riconoscimento di socio onorario nel 2008. Roberto Favero e poi Marco Cima tracciano un commosso ricordo degli aspetti più significativi dell'uomo, dell'amico, del Lions e del giornalista, letterato e poeta (viene letta la bellissima e intramontabile "Sagrinte nen" (non scoraggiarti), autore di tante delle pubblicazioni annuali realizzate dal Lions Club Alto Canavese, tuttora ricercate e fonte di preziose notizie e informazioni.
 
Poi Matteo Gallenca e Michele Nastro, ne tracciano un accorato profilo che ripercorre tutta la sua vita, ricordata negli aspetti personali e familiari e professionali, con le sue intuizioni geniali che hanno creato i Parchi Robinson, l'Università per la Terza Età, e illuminato la Presidenza dell'Ente Giusto Morgando. La pubblicazione si chiude con un testo inedito, introduzione al libro “Geneticamente granata” che Angelo Paviolo non ha fatto in tempo a scrivere. 
 
Un dialogo con Giampiero che, purtroppo, si è bruscamente interrotto in una sera d’estate, con la morte prematura del figlio, dopo aver appena ricevuto la sua quarta e ultima cittadinanza onoraria dal comune di Canischio. Da questo tragico episodio Angelo non si è più ripreso. «Ora però mi piace immaginarlo lassù, nei cieli, con quella sciarpa, insieme con Giampiero e quelle “sue” undici maglie granata che gli riempirono la vita, a scrivere quel libro».