CUORGNE' - Basta chiusure: arriva anche la «telemedicina»

La stagione dei tagli (almeno per ora) sembra essere alle spalle per l'ospedale di Cuorgnè. Il nuovo atto aziendale, che il direttore Lorenzo Ardissone ha presentato ieri ai sindaci del territorio, conferma un ruolo sul territorio per il nosocomio di riferimento dell'alto Canavese, in virtù del fatto che si trovi ai piedi di un'area interamente di montagna. Con tutto quello che, in termini di disagi e di assistenza sanitaria, ne consegue. Per questo motivo l'azienda ha previsto di "elevare" il ruolo della medicina generale che, a Cuorgnè, avvierà una struttura complessa con un proprio primario. Dalla struttura dipenderà direttamente il reparto di lungodegenza (quindi confermato all'interno dell'ospedale). Confermato anche il reparto di geriatria oltre, ovviamente, al pronto soccorso che è in fase di ristrutturazione.

«Stiamo studiando con il sindaco Beppe Pezzetto la possibilità di avviare un progetto di telemedicina per le vallate di montagna - ha annunciato Ardissone - la disponibilità del Comune a sperimentare è fondamentale perchè ci darà la possibilità, nei prossimi mesi, di tentare di ottenere dei fondi specifici per questo tipo di progetti». La telemedicina, di fatto, è il potenziamento di quello scambio di dati (ed esami clinici) via internet che alcuni Comuni della valle Soana hanno inaugurato qualche anno fa in collaborazione con l'Asl To4. La possibilità, ad esempio, di prenotare con un semplice click l'esame e ricevere a casa, via mail, gli esiti da portare al proprio medico di base. 

Ma significa anche realizzare esami "in tempo reale" da inviare agli specialisti in ospedale, diagnosi a distanza e consulenze in video-conferenza. In teoria, l'alto Canavese diventerebbe un polo sperimentare per il resto del territorio dell'Asl. Servono, ovviamente, finanziamenti specifici. Si guarda, ovviamente, all'Europa.