
CUORGNE' - I carabinieri di Cuorgnè, su ordine di carcerazione del tribunale, hanno arrestato Fortunato Iaria, 60 anni, originario di Condofuri (Reggio Calabria). L'arresto è scattato dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha bocciato il ricorso presentato dai legali del cuorgnatese in merito ad una condanna a quattro anni e otto mesi di reclusione emessa dal tribunale di Ivrea. Condanna che era stata confermata anche alla Corte d'Appello di Torino.
Iaria, come si legge nella sentenza della Cassazione, era finito nei guai per droga: secondo l'accusa aveva ceduto a Rocco Varacalli oltre un chilo di cocaina, pagata 43 euro al grammo. Un episodio avvenuto a Cuorgnè all'inizio del 2006 ed emerso solo alcuni anni dopo, quando Rocco Varacalli, affiliato alla 'ndrangheta calabrese dal 1994 e noto anche per i suoi traffici di droga, è diventato collaboratore di giustizia. Sue le rivelazioni risultate determinanti per scoprire le infiltrazioni della 'ndrangheta in Canavese e in tutta la provincia di Torino e dalle quali è nata la maxi operazione «Minotauro».
Fortunato Iaria, 60enne nipote di Giovanni (già condannato in primo grado, prima del suo decesso, per 'ndrangheta), è un volto noto in zona dal momento che per molti anni ha gestito il night di Priacco. Il procedimento giudiziario a suo carico è durato quasi dodici anni: la condanna a Ivrea (nel processo col rito abbreviato) risale al 2010. La Corte d'Appello ci ha messo nove anni per confermare quel pronunciamento. A dicembre 2021 la parola fine da parte della Cassazione e il successivo arresto da parte dei carabinieri di Cuorgnè. I legali dell'uomo hanno già presentato istanza al tribunale di sorveglianza.











