
CUORGNÈ-VALPERGA - Attualmente i cinema stanno attraversando una delle crisi peggiori degli ultimi anni e la prima tra tutte le cause è la pandemia che trascina dietro di sé, oltre ad una paura generalizzata, molteplici restrizioni non rendendo facile la vita ai lavoratori di questa industria. Come confermato da Niccolò Tomellieri e Nando Perona, gestori rispettivamente del Cinema Ambra di Valperga e del Cinema Margherita di Cuorgnè, «l’ultimo decreto in particolare è quello che sta dando il “colpo finale” a questa difficile situazione: l’obbligo della mascherina ffp2 e il divieto di poter consumare bevande e cibi nelle sale (complice anche la paura della nuova variante di inizio 2022) stanno scoraggiando gli ingressi al cinema, calati di quasi l’80%».
Il problema però non si conclude qui. «Oltre alla paura dei contagi – aggiungono Tomellieri e Perona - a determinare la minore affluenza nelle sale cinematografiche è la mancanza di titoli da successi sicuri: infatti, le case produttrici non si fidano a far uscire i film commerciali più importanti (molti sono anche stati rimandati o ritirati) mettendo a disposizione solo i film meno attesi e meno “appetibili” che faticano ad attirare spettatori». Allo scenario aggiungiamo anche l’enorme successo delle varie piattaforme di streaming (Netflix, Prime Video, Disney Plus…) che oltre ad essere scelte da milioni di spettatori per la comodità di poter vedere qualsiasi film a casa (e senza pagare il biglietto), riescono ad aggiungere ai propri cataloghi le ultime proiezioni in pochissimo tempo, riducendo l’interesse degli utenti ad un «Vabbè, lo guardo appena lo mettono su Netflix». C’è anche da dire che queste piattaforme, esistendo da prima della pandemia, non sono un elemento di “crisi” innovativo ma sicuramente il periodo del lockdown ha intensificato la loro incidenza «negativa» sul cinema.
Non dimentichiamo che il calo di spettatori porta anche soprattutto economici non poco rilevanti: «Gli incassi attuali non riescono a coprire i costi per la gestione della sale tra illuminazione, alimentazione elettrica e riscaldamento – specificano Tomellieri e Perona – Stiamo facendo tutto il possibile per “tenere accesa l’insegna”, ma è veramente complicato».
Quale sarà quindi il futuro dei cinema? La risposta ad oggi è incerta ma sia Nado Perona che Niccolò Tomellieri condividono sicuramente la speranza che «un ritorno alla normalità, senza restrizioni e con una forte motivazione ad uscire di casa, possa riportare la gente ad andare al cinema». Ci vorrà tuttavia «almeno qualche anno», secondo Nando Perona, ipotesi più ottimista invece quella di Niccolò Tomellieri che punta «(senza restrizioni) verso fine anno».








