
"La partita è ancora aperta. I licenziamenti non sono accettabili: la vicenda della Comital deve finire sul tavolo del governo Gentiloni. Si devono aprire le trattative con la Francia. Le tante fasce tricolori presenti qui oggi confermano che il nostro territorio non può accettare questo modus operandi". Il sindaco di Volpiano ha chiuso così la manifestazione davanti ai cancelli dell'azienda, di proprietà francese, che ha deciso la chiusura dello stabilimento e il licenziamento di tutti i 138 dipendenti.
Parole che hanno trovato d'accordo il sindacato: "Siamo di fronte ad un'azienda che ha tutte le carte in regola per lavorare ma viene fatta deliberatamente morire - dice Ugo Bolognesi, responsabile Comital per la Fiom - per questo deve intervenire il governo". E Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom, ha assicurato che il sindacato intraprenderà tutte le iniziative possibili per salvare la Comital di Volpiano "e dare un futuro al territorio e ai lavoratori".
"Il messaggio arrivato dai lavoratori di Comital è chiaro: trovare una modalità per dialogare con la proprietà, tenere accesi i riflettori sugli oltre 230 lavoratori coinvolti. La politica agisca ora e ininterrottamente, con forza, con una strategia". Così Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte, a margine del presidio davanti allo stabilimento. "Non possiamo - prosegue Ruffino - pensare che per Comital ci sia un finale già scritto. Il verdetto deve essere altro, questo è il mandato che oggi al Presidio è stato dato dai sindaci e dai lavoratori e dai sindacati alle istituzioni".
Lunedì è previsto un incontro decisivo all'Unione industriale di Torino. Martedì analogo tavolo è stato convocato in Regione. Sono insomma ore decisive per tentare di salvare la storica azienda di Volpiano.








