IVREA - Pochi tamponi in Canavese. La procura di Ivrea indaga su questa delicata fase dell'emergenza coronavirus in un'attività congiunta con il pool guidato dal magistrato Vincenzo Pacileo a Torino. Sarà la guardia di finanza ad occuparsi di tutti gli accertamenti del caso. Gli inquirenti vogliono capire se i ritardi nei tamponi hanno in qualche modo contribuito al dilagare del covid-19 anche in Canavese. Gli accertamenti riguardano la somministrazione dei test nelle case di riposo del territorio, ai privati cittadini che ne hanno fatto richiesta e ai medici di famiglia, alcuni di questi poi risultati positivi.
Sono emblematici, del resto, oltre ai ritardi nelle Rsa, i casi di persone che attendono da settimane di poter sottoporsi al test del tampone per confermare la negatività al covid-19 dopo essere stati positivi.
Intanto, in merito alle notizie di stampa sulla presunta «diffida» dell’Anaste (Associazione nazionale strutture Terza età) secondo cui le Aziende sanitarie regionali continuerebbero a sollecitare la disponibilità delle Residenze per anziani ad ospitare malati Covid, l’Unità di crisi della Regione Piemonte ribadisce che la richiesta di ricognizione promossa dalla stessa Unità di crisi sul territorio regionale riguarda esclusivamente strutture vuote, dove i pazienti Covid, dimessi dagli ospedali, dovranno essere gli unici ospiti dell’intero edificio.








