
COLLERETTO CASTELNUOVO - Venerdì scorso, 26 novembre 2021, in piazza Castello a Torino è salito sul palco dell’evento «Resistenza, non violenza» anche il sindaco di Colleretto Castelnuovo, Aldo Querio Gianetto. A titolo personale Querio Gianetto è intervenuto alla manifestazione contro il Green Pass obbligatorio: «Sono un po’ emozionato perché sono nato a Torino e ci ho vissuto 27 anni, frequentando il liceo e l’università, in biologia che ultimamente è una materia “preziosa”. Sono tutti improvvisamente molto esperti in questo ambito. In questa delicata situazione che stiamo vivendo la prima cosa importante da non perdere di vista è la gente che soffre per questa come per le altre malattie. La cosa più stupida che si può fare, infatti, è negare l’esistenza di una malattia. Queste esistevano ed esisteranno anche dopo questa pandemia. L’altra cosa stupida che non si dovrebbe fare poi è prendere una malattia e assegnarle “compiti” che non ha. Quello che io ho sempre contestato, fin dall’inizio, è stata la reazione adottata nei confronti del Covid-19».
E’ un precedente molto grave per il borgomastro canavesano: «Le malattie sono insite nell’uomo. Se reagiamo così, per le prossime cosa faremo? Andiamo avanti. Non si può adottare questo atteggiamento. Allora, il primo ringraziamento che voglio fare è rivolto proprio ai medici e infermieri. Quelli che lavorano, che sono stati chiamati eroi e che magari ora, per questo strano meccanismo che si è innescato col green pass, non possono lavorare. E come se avessero perso la laurea in medicina, chirurgia, scienze infermieristiche solo perché hanno deciso di non vaccinarsi e non possono più esercitare il loro mestieri. Mi sembra assurdo. E io li ringrazio invece per tutto quello che continuano a fare mantenendo lucida la mente. Questo chiedo di fare a tutti: mantenere lucida la mente».
No alla violenza, ma sì a pensare con la propria testa, ecco l’appello di Aldo Querio Gianetto: «Si è creata una situazione divisiva. Ma non ci dimentichiamo che questi gruppi “no green pass”, “sì vax”, sono composti da persone: mamme. genitori, dottori, sindaci, meccanici, poliziotti, carabinieri. Non sono topi che vanno in giro. Sono cittadini, che possono ammalarsi, guarire, morire, rimanendo però, indipendentemente da questi gruppi, persone, cittadini, amici. Non perdono la loro qualità umana. Mi preoccupa parecchio cosa sento dire. Termini utilizzati in tempi molto più bui di questo non mi lasciano certo tranquillo. Frasi come: il cane può entrare, il non vaccinato no. Non cediamo primo alla violenza. E poi no alla stupidità, a farci coinvolgere nel gioco di “tu sei diverso e non allineato”. E’ un passaggio fondamentale. Non ci sono ragioni per entrare in conflitto. Ogni atteggiamento e decisione va rispettata. Sarebbe una guerra tra simili sbagliatissima. Bisogna quindi tollerare, senza cedere alla provocazione continua. Siamo chiamati a un ruolo di resistenza, anche se in minoranza. Se fossimo la maggioranza non saremmo qui, in questa piazza».
«E’ un errore pensare però pensare che siano tutti d’accordo con questo sistema, con questa falsa divisione sociale che costringe le persone a comportamenti addirittura demenziali. Non ha più nulla della cura di una malattia quello che sta accadendo in certi ambiti – conclude il sindaco di Colleretto Castelnuovo - Faccio appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché sia anche il Presidente nostro, di quelli che non sono d’accordo. Ho sentito parlare di apartheid. Voglio quindi citare la poesia “Invictus” cara a chi di resistenza se ne intendeva: Nelson Mandela. Questo componimento dipinge l’uomo come “padrone del suo destino e capitano della sua anima", non lo dimentichiamo».











