CHIVASSO - Cadavere carbonizzato in auto: servirà l'analisi del Dna per confermare l'identità della vittima

CHIVASSO - Il corpo carbonizzato trovato a Gassino l'altra mattina dentro una Fiat Panda distrutta dalle fiamme dovrebbe essere di Pietro Valora, 60 anni, geometra e titolare di una piccola impresa edile. Originario di Gela, da qualche tempo abitava a Chivasso con la compagna, dove era domiciliato. E' scomparso proprio la mattina del ritrovamento dell'auto sulle colline di Gassino e di lui, da allora, nessuno sa più nulla. Servirà la comparazione del Dna per risalire all'identità precisa del cadavere. 

Per il momento la procura di Ivrea indaga per omicidio a carico di ignoti ma i primi riscontri dell'autopsia hanno spiegato che l'uomo era ancora vivo mentre l'auto bruciava. Un dettaglio che sembra indirizzare l'episodio verso un drammatico suicidio. Il 60enne si sarebbe procurato una tanica di benzina (poi andata distrutta nel rogo), si sarebbe cosparso di liquido e avrebbe appiccato il fuoco. 

In queste ore i carabinieri della compagnia di Chivasso stanno cercando di fare luce sull'attività del geometra e sulla possibilità che fosse alle prese con numerosi debiti. E' solo un'ipotesi che, tra l'altro, non avrebbe nulla a che vedere con un precedente di qualche anno fa quando l'uomo, in Sicilia, era rimasto vittima di un sequestro lampo a scopo d'estorsione.