Un lungo applauso al termine della funzione ha salutato per l'ultima volta Gloria Rosboch. Castellamonte ha tributato così la sua vicinanza alla famiglia, gravemente colpita da questo lutto. Struggenti i volti di mamma Marisa e papà Ettore che, con grande dignità, hanno partecipato alle esequie della loro unica figlia. Sul sagrato della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, c'erano più di 1500 persone. Tra loro anche carabinieri e vigili del fuoco che hanno scortato il feretro dalla villetta di via Barengo fino alla chiesa e poi dalla chiesa al camposanto di Castellamonte. C'erano anche gli allievi e i colleghi di Gloria Rosboch, l'amministrazione comunale e le associazioni della città. Il sindaco ha letto un pensiero a nome di tutta la comunità di Castellamonte, citando Sant'Agostino. A nome della famiglia, per un ricordo, ha parlato l'amico e collega Mauro Michelotti.
D'impatto l'omelia del parroco don Angelo Bianchi che ha parlato di una comunità «attonita e smarrita». «Noi apriamo gli occhi sulla vita nel candore e nell'innocenza - ha detto don Angelo - incapaci di fare il male. Con il passare degli anni, tuttavia, ne scopriamo dolorosamente l'esistenza al punto che non possiamo evitare di fare i conti con i volti molteplici che esso assume: l'astuzia che diventa inganno allo sprovveduto e per ingannare si utilizza lo strumento più puro, più sublime, l'amore, la fiducia: paradossalmente Gloria muore ingannata proprio nella sua fiducia, nel credere alla bontà dei sentimenti di chi ne ha approfittato in modo vile.
La violenza che esercita soprusi e angherie nei confronti dei più deboli, la cattiveria che costruisce disegni oscuri di sfruttamento, di asservimento, di umiliazione. Dentro tutte queste sfaccettature Gloria è entrata come sempre, il male si veste di bello e di colori sfavillanti per ammagliarci e per impedirci di vederlo nella sua vera forma diabolica. Un demone che si aggira come leone ruggente in cerca di vite da sottrarre al suo creatore. Dio è morto nei nostri cuori, solo il ritorno a lui, alla sua giustizia e al riconoscere Dio della nostra vita potrà sconfiggere il male e le sue azioni».
Poi un appello ai genitori di Gloria. «L'esistenza della nostra sorella è stata spazzata via da una violenza inaudita che ha armato una mano omicida, una mano determinata a raggiungere i propri scopi a qualsiasi costo, anche spegnendo la vita di una donna. Potremmo inchinare il capo, aprire il cuore al desiderio di vendetta. So che per mamma Marisa e papà Ettore ciò che sto per dire forse potrà non essere compreso. Ma per la loro fede, per il loro essere cristiani, quel pane spezzato e ricevuto ogni sabato alla Santa Messa in questa chiesa, dico loro: "Perdonate". Non perchè loro meritano il perdono ma perchè voi meritate la pace. Perdonate per Gloria che oggi si trova nell'oceano dell'amore di Dio. Certo, non possiamo fare a meno di invocare una giustizia celere e accurata ma sappiamo che questo non potrà restituirci la nostra sorella Gloria che abbiamo perso».















