Non c'è mai nulla di scontato quando, in Canavese, si parla di Asa e di rifiuti. Il Consorzio Canavesano Ambiente sta cercando di sbrogliare la matassa relativa alle fideiussioni presentate, l'anno scorso, dalla Teknoservice per aggiudicarsi il bando della raccolta rifiuti. L’Autorità nazionale anticorruzione e la procura d’Ivrea, intanto, lavorano per capire se nell’assegnazione del ramo rifiuti dell’Asa qualcosa è andato storto. Il dubbio riguarda una fideiussione presentata come garanzia per l’acquisto degli immobili: ritenuta buona per Teknoservice e non valida per Ederambiente di Borgo Vercelli (l’altra azienda che ha partecipato alla gara d’appalto).
Ora: il Cca e il commissario dell’Asa, Stefano Ambrosini, si rimbalzano le responsabilità. Il Consorzio Canavesano Ambiente ha affidato la pratica ai propri legali. Teknoservice, nel frattempo, ha presentato un’altra fideiussione da 1,2 milioni di euro per risolvere il problema. Accettarla, però, significherebbe, da parte della stazione appaltante, ammettere di aver commesso un errore un anno fa. Un errore piuttosto grosso che potrebbe portare all’annullamento della gara d’appalto. E tra un ricorso e l’altro si finirà di nuovo in tribunale.
Insomma, caos su caos. Per il momento non cambia nulla. Teknoservice ha vinto la gara d'appalto e continua ad operare sul territorio. Ma è chiaro che la situazione, essendo particolarmente complessa, rischia di stravolgersi da un momento all'altro. Anche i sindaci vorrebbero evitare di tornare indietro e ricominciare tutto da capo. Il Cca questa indicazione l'ha fatta sua. Nella partita, però, giocano un ruolo anche altri attori che, in caso d'intervento, difficilmente potrebbero seguire la volontà dei sindaci.








