
Girano su Facebook da qualche giorno le immagini scattate da un utente della strada, residente in Canavese, che lo scorso 23 giugno, nel pomeriggio, si è trovato a passare diverse volte in località Sant'Antonio di Castellamonte. Autovelox acceso nei totem arancioni (i famigerati «velo-ok» che sono finiti ripetutamente per terra...) e auto della polizia municipale parcheggiata nelle vicinanze. Tutto nella norma. Non fosse che, nelle immagini, non si vedono gli agenti della municipale di Castellamonte in servizio che, in teoria, per come l'uso dei «velo-ok» è stato spiegato nei mesi scorsi, dovrebbero essere sempre presenti per garantire il regolare funzionamento dell'autovelox.
Ora, senza entrare nel merito sul dove fossero effettivamente i civich (che, va detto, non hanno alcun obbligo di rimanere all'interno dell'auto, ancora meno con il caldo di questi ultimi giorni), l'automobilista ha posto tramite il social network una semplice domanda. Se il funzionamento dell'autovelox nei totem arancioni deve essere certificato dagli agenti della polizia municipale, in caso di loro assenza, le eventuali multe elevate in quel lasso di tempo sono valide comunque oppure sono da stracciare?
L'utilizzo massivo dei totem arancioni, nei mesi scorsi, ha generato diverse polemiche anche perchè il Ministero dei trasporti, come spesso avviene in Italia, è stato quantomeno ambiguo sulla loro funzione. Tanto che la trasmissione di Italia Uno, «Le Iene», ne avrebbe certificato in qualche caso anche l'illegittimità. In questi mesi, nonostante l'invito del Ministero a non affidarsi a dismisura ai Velo-ok, moltissime amministrazioni del Canavese hanno continuato a riempire le strade di totem arancioni. Con buona pace degli automobilisti. Specie di quelli multati...








