La scorsa settimana a Bologna, il direttore generale dell’Asl To4, Flavio Boraso, ha presentato il progetto del «Day Service Riabilitativo» attivato a giugno nei locali dell’ex ospedale di Castellamonte.
«In un momento in cui – spiega Boraso – si era resa necessaria una riconversione dei posti letto, abbiamo colto l’occasione per attivare una proposta riabilitativa nuova, che consente agli utenti di vivere nel proprio contesto familiare e sociale, ma contemporaneamente di usufruire di tutti i benefici di un trattamento riabilitativo intensivo. L’obiettivo del progetto era quello di definire un sistema organizzativo in ambito riabilitativo in grado di assicurare efficacia clinica a fronte di una riduzione dei costi di gestione. Obiettivo che è stato raggiunto grazie alle professionalità e alle esperienze strutturate negli anni».
Il Day Service Riabilitativo, gestito dal dottor Luciano Cane, è una modalità organizzativa che prende in carico, nelle ore diurne, persone con disabilità complesse, che necessitano di cure riabilitative non erogabili in ambulatorio. Il team multiprofessionale – costituito da medico fisiatra, fisioterapista, logopedista, infermiere, neuropsicologo, operatore socio-sanitario – opera in forma integrata. Si accede al servizio al momento della dimissione ospedaliera su prescrizione del medico fisiatra o a seguito di visita fisiatrica ambulatoriale richiesta dal medico di famiglia o dal pediatra di libera scelta.
A Bologna il dottor Boraso ha presentato anche i primi dati del progetto. In particolare, da giugno 2013 a febbraio 2014 si sono registrati 1945 accessi al Day Service Riabilitativo per un totale di 148 utenti seguiti (62 femmine e 86 maschi, abitanti in 38 comuni diversi del Canavese). Una media di 13 accessi per utente per complessive 5767 prestazioni riabilitative effettuate. Sono state più frequentemente trattate le persone con emiplegia (43 casi), protesi d’anca (19 casi), morbo di Parkinson (13 casi), paraplegia (12 casi) e sclerosi multipla (9 casi).
Il Day Service Riabilitativo diventa così una valida alternativa a ricoveri in degenza riabilitativa. L’utente, accanto ai vantaggi di poter disporre di un trattamento riabilitativo intensivo, usufruisce di tutti gli stimoli positivi derivanti dal rientro precoce e duraturo nel proprio ambiente familiare.








