
Più controlli sulla qualità delle case di riposo del Canavese. Dopo diverse segnalazioni di disservizi (e problemi legati al numero degli anziani ospiti), l'Asl To4 corre ai ripari e vara un gruppo di lavoro che sarà chiamato a valutare la qualità e l'umanizzazione delle Residenze Sanitarie Assistenziali per anziani non autosufficienti. Con l’arrivo dell’estate, infatti, il pensiero va ancora di più alla qualità della vita delle persone anziane. «Da parte nostra – riferisce il direttore generale dell’Asl To4, Lorenzo Ardissone – è ferma la volontà di mantenere un rapporto di alleanza con le Residenze Sanitarie Assistenziali operanti sul territorio. In particolare con le strutture pubbliche, seguite dalle amministrazioni comunali, nate centinaia di anni fa grazie ai lasciti di cittadini, che sono strettamente legate al territorio e che fanno parte della comunità locale, sia perché ne accolgono le persone anziane non autosufficienti che non possono rimanere nella propria casa sia perché spesso vi lavora chi vive su quel territorio».
Alla direzione dell'Asl To4, ovviamente, non sono sfuggite alcune segnalazioni degli ultimi mesi. «Questa alleanza - dice Ardissone - può esistere soltanto se le strutture pongono attenzione alla qualità della vita dei loro ospiti. Di conseguenza, ho ritenuto necessario costituire un gruppo di lavoro dedicato alla valutazione degli aspetti organizzativi che incidono sulla qualità del servizio offerto dalle Rsa». Il gruppo di lavoro è formato dal Responsabile dell’Ufficio Gestione Convenzioni con le Strutture Residenziali Socio-Sanitarie, Maura Ghini, dai Coordinatori Infermieristici Clara Occhiena ed Eleonora Aloi, dal Dirigente Medico Manager dei tempi d’attesa Eva Anselmo, dall’avvocato del Servizio Legale Marisa Audi Grivetta e dal Responsabile dell’Ufficio Comunicazione, Tiziana Guidetto.
«L’attività di questo gruppo di lavoro – precisa il direttore generale dell'Asl del Canavese – non si sostituisce a quello della Commissione di Vigilanza, che svolge un lavoro insostituibile di controllo sugli aspetti strutturali e sull’applicazione delle normative nel settore, ma vi si affianca, effettuando una valutazione centrata sugli aspetti più direttamente correlati alla qualità e all’umanizzazione dell’assistenza».








