
«Buon Natale. Con semplicità e sincerità di cuore, ripeto l’augurio a tutte le famiglie della Diocesi. Chiedo ai giovani e ragazzi di recarsi durante la Novena o le feste di Natale nelle strutture di accoglienza per gli anziani, per portare loro un segno di gioiosa vicinanza e amicizia, perché nessuno a Natale si senta triste o solo. Chiedo ai parroci e ai presbiteri di manifestare la mia vicinanza di padre e amico ad ogni famiglia della loro parrocchia, nella Messa della notte e del giorno di Natale.
Chiedo ai catechisti e agli animatori di visitare in casa i loro fanciulli e ragazzi, portando questa mia lettera di augurio e soffermandosi per una breve preghiera con la famiglia. Chiedo alle famiglie dei cristiani di farsi carico con amicizia e fraternità di chi è in difficoltà. Alle famiglie dove l’amore si sta spegnendo o è già finito, ma le ferite segnano ancora la vita; a quelle povere e disagiate o segnate da situazioni di malattia e sofferenza; a tutte e a ciascuna giunga il mio augurio unito alla preghiera: non cessino di credere che in Gesù è possibile ritrovare forza e speranza.
Chiedo alle comunità scolastiche di non privare gli alunni della necessaria conoscenza e dell’incontro con il contenuto fondamentale della festa del Natale di Gesù Cristo. Le tradizioni culturali, artistiche e storiche, i canti e i segni da essa nati, fanno parte del patrimonio di valori del nostro popolo e sono messaggio di pace e di solidarietà per tutti.
Chiedo alle famiglie di altre religioni, presenti nel territorio, di partecipare alla nostra gioia per la nascita di Gesù Cristo: non abbiano paura di far conoscere ai loro figli il significato e l’importanza di questa festa per la vita del Paese in cui lavorano e abitano».
Cesare Nosiglia
Arcivescovo di Torino








