
Nei giorni scorsi il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha dichiarato che non è possibile continuare la trattativa con le organizzazioni sindacali confederali e che ritiene il modello contrattuale attuale superato. Non si è fatta attendere la reazione della Fim-Cisl di Torino e Canavese che annuncia battaglia in tutte le fabbriche.
«Ciò avviene in una situazione dell’industria metalmeccanica che soffre ancora della lunga crisi economica e produttiva mondiale ma che nello stesso tempo presenta segnali confortanti di ripresa - dice Claudio Chiarle, segretario generale della Fim-Cisl di Torino e Canavese - la caduta del prezzo del petrolio, l’intervento sul sostegno alle imprese della BCE tramite il “quantitive easing”, la tenuta e il rilancio dell’export metalmeccanico, la decontribuzione del Governo a favore delle imprese che consolidano l’occupazione instabile».
«Tutti questi segnali, insieme a un Pil in leggera tenuta, ci fanno dire che la categoria dei metalmeccanici non può restare senza un Contratto Nazionale, che va sicuramente rivisto nella sua forma, compiti, contenuti e competenze - assicura il sindacato - ma non è accettabile una situazione come quella che ha determinato il Presidente Squinzi con le sue dichiarazioni. Pertanto, la Fim-Cisl di Torino e Canavese, non resterà ferma e inerte di fronte alla posizione di Confindustria e comunica che sin da ora che presenterà in tutte le aziende metalmeccaniche, indipendentemente dalla loro adesione al sistema confindustriale, piattaforme aziendali per dare rinnovo e nuova applicazione alla contrattazione aziendale».








