CANAVESE - «Alle aziende agricole servono i voucher e la quarantena attiva»

CANAVESE - Alcuni mesi fa il Governo aveva presentato la regolarizzazione dei lavoratori in nero contenuta nel decreto Rilancio come la panacea dei mali del comparto agricolo. Evidentemente, però, le cose sono andate diversamente e ora la Coldiretti lancia l'allarme: alle aziende serve manodopera, se non si vuole mettere a repentaglio il raccolto e soprattutto la vendemmia 2020. E' sempre più stringente la necessità dei voucher agricoli.

«Ribadiamo nuovamente che alle nostre imprese serve una riduzione della burocrazia e una radicale semplificazione del voucher agricolo, consentendo anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui tanti sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà - spiega il presidente di Coldiretti Torino, Fabrizio Galliati (nella foto) - Sono indispensabili per il settore agricolo strumenti, come i voucher, che semplificano la burocrazia per l’impresa, rispondendo da un lato ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e disoccupati».

«Nel torinese come in tutto il Piemonte e in molte altre regioni italiane un contributo significativo allo svolgimento delle attività agricole arriva dalla manodopera straniera - prosegue Galliati - Da fonte banca dati Inps la manodopera straniera in Piemonte conta quasi 22mila addetti. Si tratta di lavoratori provenienti da Paesi extra-Ue per oltre il 70 per cento del totale. Significativa è la quota di cittadini comunitari, in prevalenza rumeni. Trovano occupazione in aziende agricole, impegnati nelle operazioni di raccolta della frutta, degli ortaggi e nelle operazioni di vendemmia. Sono occupati anche in altri settori quali il florovivaismo e la zootecnia da carne e da latte, alla vigilanza e alla cura del bestiame. La manodopera straniera è altresì impegnata in attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti di origine animale, quali carni avicole, suine e bovine. Oltre ai voucher per Coldiretti la soluzione più agile che si rende necessaria è sicuramente l’attivazione di protocolli di quarantena attiva, che prevede di concedere, nei primi quattordici giorni dall’arrivo dei lavoratori stranieri, lo svolgimento dell’attività agricola, ovviamente nel rispetto rigoroso delle disposizioni sanitarie necessarie, sia nelle soluzioni di accoglienza sia durante le mansioni lavorative».