CANAVESE - Agricoltura salva: Iren apre le riserve d'acqua
Le temperature decisamente superiori alle medie del periodo che da oltre un mese si registrano in quasi tutt'Italia e la conseguente assenza di precipitazioni specialmente nelle regioni del nord, hanno creato situazioni di carenza di acqua, particolarmente critiche per le esigenze delle utenze irrigue. Non fa eccezione, purtroppo, anche il Canavese. Dopo un iniziale incremento dei deflussi naturali sui corsi d'acqua per lo scioglimento delle nevi in alta quota, da alcune settimane si sta assistendo ad una progressiva riduzione delle disponibilità idriche. 
 
«Questa situazione, che si presenta anche sui corsi d'acqua del torinese, viene parzialmente mitigata con l'impiego delle riserve accumulate nei serbatoi del Gruppo Iren situati in Valle Orco - fa sapere l'azienda energetica - la società a conferma della propria responsabilità sociale e della sensibilità ambientale già dimostrata negli anni passati, come il 2012 e il 2003, anche quest’anno da alcune settimane, sta programmando i propri impianti idroelettrici per integrare le portate naturali dei torrenti Orco e Soana al fine di assicurare le disponibilità necessarie per il soddisfacimento dei fabbisogni irrigui».
 
I benefici, da qualche giorno, sono già visibili. Nei torrenti Orco e Soana, ma anche sulle derivazioni di grossa portata come il canale Caluso, la roggia Favria-Oglianico, la diramazione di Spineto e la roggia Rivarolo-Feletto. «La sinergia tra montagna e pianura sta dando i suoi frutti – commenta il sindaco di Ceresole Reale, Andrea Basolo, portavoce del territorio con Iren – grazie alla disponibilità dell’azienda energetica e di tutti gli attori coinvolti abbiamo avviato un progetto per aiutare un intero settore. Se non fossimo riusciti ad aumentare la portata di alcuni canali, dal 10 agosto in poi gli agricoltori di pianura avrebbero buttato tutto il raccolto di granoturco».