
Rimasta orfana era stata affidata a quello zio che avrebbe dovuto farla crescere al posto del papà e della mamma. Invece il suo affidamento si è trasformato in un incubo perchè lo zio non perdeva occasione per abusare sessualmente di lei. Con l'aggravante che, all'epoca dei fatti, la ragazza era anche minorenne. Dopo la denuncia ed un processo iniziato nel 2013, ieri al tribunale di Ivrea, lo zio orco, un uomo residente a Caluso, è stato condannato per violenza sessuale a 5 anni e 6 mesi di carcere. Oggi l'uomo ha oltre sessant'anni.
Almeno quattro gli episodi di violenza che la procura di Ivrea ha contestato all'uomo. Quelli che la ragazza ha avuto il coraggio di raccontare e che sono diventati fondamentali per il processo. In un’occasione, l'uomo, anziché mandare a scuola la nipote, l’aveva portata in una casa alla periferia di Strambino di sua proprietà e in quella circostanza l’aveva costretta a guardare mentre lui si masturbava. L’uomo, poi, non perdeva occasione per tentare di baciarla o toccarla.
A dare la forza alla ragazza di denunciare lo zio sono state le assistenti sociali che, nel corso di un incontro con la giovane, si erano accorte del suo carattere particolare, sempre più chiuso e introverso. Una caratteristica strana per un'adolescente che, in teoria, avrebbe dovuto esprimere forte vitalità. Con grande delicatezza, le assistenti sociali sono riuscite a farsi raccontare le violenze subite dal sessantenne. Poi è partita la denuncia e il conseguente processo. I legali dell'uomo ricorreranno in appello appena pubblicate le motivazioni della sentenza di primo grado.








