
Ventidue milioni di euro spariti nel nulla. Erano quelli promessi per la variante Lombardore-Front-Salassa, quella che avrebbe dovuto sgravare i centri abitati da gran parte del traffico pesante diretto al polo dello stampaggio di Busano, Rivara e Forno Canavese. Come detto i soldi sono spariti. E anche le autorizzazioni ai cantieri sono scadute. Le promesse degli anni scorsi, ripetute a più riprese dagli allora assessori regionali, non si sono concretizzate e all’alto Canavese, come sempre, è rimasto un pugno di mosche.
Non ci sta Maurizio Giacoletto, sindaco di Levone e presidente dell’Asco, l’associazione per lo sviluppo del Canavese Occidentale. “Purtroppo la situazione di stallo degli ultimi mesi ha portato a questa spiacevole notizia che ci è stata comunicata nei giorni scorsi. E’ il momento di agire. Siamo stanchi di essere presi in giro”. Lunedì Giacoletto incontrerà l’assessore regionale allo sviluppo Balocco. Obiettivo: fare il punto della situazione e capire dove sono finiti quei soldi. “Si parla da trent’anni di realizzare questa variante – spiega Giacoletto – gli enti pubblici hanno più volte annunciato di aver trovato i soldi. C’erano persino i cantieri pronti a partire. Poi, come sempre, qualcosa è andato storto”. In questo caso, con la chiusura della Provincia e il cambio di amministrazione della Regione, i milioni di euro promessi si sono dissolti.
“Purtroppo sono anni che si fanno solo belle parole ma, in concreto, non si muove nulla – dice ancora il sindaco di Levone – il polo dello stampaggio è un’eccellenza del Canavese? Non si discute, ma questa eccellenza durerà ancora per poco se i servizi non sono all’altezza”. Oltre alla viabilità, da sempre problematica, ci sono anche problemi di approvvigionamento energetico e di connessioni a internet. Una situazione da “terzo mondo” nonostante le aziende dello stampaggio rappresentino un volano economico per tutta la zona. La speranza è che la “missione” di Giacoletto in Regione, lunedì prossimo, sortisca qualche effetto. Altrimenti, sulla variante Lombardore-Front, c’è il rischio di dover riprendere l’iter dall’inizio. Solo che il territorio non può attendere per altri vent’anni.








