BUSANO - Ai domiciliari per omicidio, guida con una patente falsa: denunciato, torna in carcere

Torna in carcere Michele Olimpio, 59 anni, originario della Campania ma residente a Busano. L'uomo è stato denunciato per una patente farlocca dai carabinieri di Rivara e tanto è bastato per ottenere dall'ufficio di sorveglianza di Vercelli la revoca degli arresti domiciliari. Michele Olimpio, infatti, è ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio di Luigi Giglioso, avvenuto il 18 settembre 1997 sulla tangenziale di Posillipo. Un omicidio per il quale Olimpio è stato condannato a trent'anni di reclusione (dopo una serie di sentenze differenti e ricorsi in Cassazione). 

Nelle scorse settimane, con l'auto della compagna, l'uomo è stato «avvistato» più volte tra Busano e Rivara. Sempre nell'orario prestabilito dal tribunale. Fin qui tutto regolare, ma la circostanza non è sfuggita agli uomini del maresciallo Adolfo Pellegrini. Perchè, secondo la prassi, con una condanna così pesante alle spalle, scatta d'ufficio la revoca della patente «per mancanza dei requisiti morali». Così l'altra mattina, Michele Olimpio, al volante di quell'utilitaria, è stato controllato in centro a Busano. Ed è allora che i militari hanno notato che sulla patente di guida, rilasciata dalla motorizzazione di Napoli, l'uomo risulta Michele Olimpo, senza la «I» del cognome, residente a Busano e, ovviamente, incensurato.  

In qualche maniera, il 59enne è riuscito a farsi rinnovare la patente di guida con un nome diverso (visto che la sua, quella vera, risulta effettivamente revocata). In questo modo, ai terminali della motorizzazione e delle forze dell'ordine, non sarebbe mai risultato un pregiudicato. E' stato denunciato per falsità ideologica, uso di atto falso e sostituzione di persona. Domenica scorsa, l'ufficio di sorveglianza di Vercelli, vista la denuncia alla procura di Ivrea, ha revocato i domiciliari. Per Michele Olimpio si sono così riaperte le porte del carcere di Ivrea.

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