BOLLENGO - Pile e materiale elettrico abbandonati nei boschi
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BOLLENGO - Il fenomeno dell’abbandono di rifiuti fuori dai cassonetti, sulle strade e in mezzo ai prati da parte di ignoti, purtroppo è già all’ordine del giorno anche nel nuovo anni. Si tratta, pure in Canavese, di una vera e propria emergenza che suscita il disappunto e la riprovazione di cittadini e abitanti delle zone interessate. Non bastano le segnalazioni tempestive dei residenti che auspicano vengano adottate le misure necessarie per reprimere l’inciviltà e ci si adoperi per ripristinare lo stato dei luoghi.

L’ultimo caso, o il primo del 2023 in ordine cronologico, va geolocalizzato a Bollengo. A darne notizia sui social è stato lo stesso sindaco, Luigi Sergio Ricca: «Materiale elettrico scaricato nei giorni scorsi in zona Goui: qualcuno non si vergogna? Spero che ci arrivi qualche segnalazione…».

Il Tua, noto anche come codice dell’ambiente, definisce i comportamenti stigmatizzabili e le azioni sanzionabili in materia di gestione dei rifiuti, ovvero dei prodotti di scarto liquidi o solidi. Se un privato commette questo tipo di reato è soggetto a un’ammenda da 300 euro a 3.000 euro se il materiale abbandonato non è pericoloso, ma tale sanzione può essere raddoppiata in caso di rifiuti pericolosi. Se, invece, il trasgressore è un soggetto giuridico, esso viene denunciato all’autorità giudiziaria ed è passibile di denuncia penale con arresto da 3 mesi a 1 anno e ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro (abbandono di rifiuti non pericolosi), oppure con arresto da 6 mesi a 2 anni e ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro (abbandono di rifiuti pericolosi). In ogni caso i trasgressori, siano essi soggetti privati o giuridici, sono obbligati al ripristino dello stato dei luoghi e a sostenere le spese per il recupero e per lo smaltimento dei rifiuti abbandonati.