
Summit questa mattina a Belmonte con l'assessore regionale Antonella Parigi e i sindaci del territorio. Un sopralluogo tecnico, da parte della Regione Piemonte, per capire la situazione del santuario e del Sacro Monte, ora che è chiaro l'addio dei religiosi che hanno retto le sorti del complesso negli ultimi anni. Senza gestori, infatti, il Santuario, uno dei simboli del Canavese, rischia di chiudere per sempre. L'incontro è in corso. Sono attesi sviluppi in giornata.
«Valuteremo lo stato dell'arte e poi decideremo il da farsi», assicura l'assessore. Il nodo è quello della proprietà: oggi il Sacro Monte appartiene a una contessa diretta erede della famiglia Valperga-Masino. Quindi la Regione, anche se possibilista sugli interventi di recupero, deve prima interfacciarsi con la proprietà.
Gli ultimi religiosi, probabilmente, saranno richiamati a Valperga e lasceranno Belmonte in autunno. «Per questo motivo il tempo stringe - torna a ribadire il sindaco di Prascorsano, Piero Rolando Perino – Belmonte è un simbolo di tutto il nostro territorio». A conferma del legame che si è instaurato nel corso dei secoli tra Belmonte e il Canavese, basti pensare che, a febbraio, quando il Fai ha presentato la classifica dei «Luoghi del Cuore» scelti dagli italiani, il santuario e il Sacro Monte si sono piazzati al 55° posto nella classifica nazionale con 5.785 voti. Terzo posto assoluto in Piemonte.















