
La procura federale della Federazione Italiana Giooco Calcio ha aperto un'inchiesta sugli insulti omofobi piovuti sui ragazzi del Settimo Calcio nel corso di un torneo che si è svolto il mese scorso a Volpiano. Teatro dell'episodio il «Memorial Antonio Goia» di calcio giovanile. Alcuni giocatori volpianesi più grandi, della categoria Juniores, subito dopo aver terminato l'allenamento nel campo a fianco, avrebero urlato insulti ai ragazzini del Settimo categoria Allievi che, per quella partita del torneo, avevano addosso la maglia di riserva, di colore fucsia. Insulti che il guardalinee, dirigente del Settimo e padre di uno dei giovani atleti, aveva sentito chiaramente, mettendosi a discutere con altre persone fuori dal rettangolo di gioco.
Circostanza, questa, che era stata raccontata chiaramente sulla pagina Facebook ufficiale del Settimo Calcio che, visto l'episodio, aveva chiesto alla formazione di casa di porgere le proprie scuse. A distanza di oltre un mese dall'episodio, arriva l’indagine affidata agli ispettori piemontesi della Federcalcio, per la violazione dell’articolo 1 del codice di giustizia sportiva, quello sul fair play, che impegna società e giocatori, «all’osservanza delle norme e degli atti federali e devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva».
«Mi sembra incredibile che si indaghi da parte della Procura federale su un fatto sicuramente deplorevole ma che non merita tutta questa attenzione» ha detto però il presidente del Settimo Calcio. L'episodio era stato ripreso da moltissimi giornali ed era finito anche in tv. Le dirigenze, secondo il presidente della parte lesa, si erano comunque chiarite a distanza di qualche giorno dall'episodio contestato. Evidentemente per la federazione non è sufficiente.








