
STRAMBINO - Gli arbitri, nello sport in generale e nel calcio in particolare, usano i loro occhi e la loro esperienza per fare un lavoro delicato e importante: decidere e dirigere una partita. Lo fanno scendendo in campo, non stando in tribuna o sul divano di casa. Fischiano in tempo reale, cercando di capire e rischiando di sbagliare, ma mettendoci sempre coraggio, determinazione, passione e carattere. Qualità che non mancano di certo alla canavesana Sofia Genna. La 14enne strambinese è diventata da aprile arbitro di calcio Figc. Si tratta molto probabilmente, calcolatrice e calendario alla mano, della più giovane «giacchetta nera» d’Italia.
Classe 2009, Sofia Genna è iscritta alla sezione Aia di Ivrea. Sono giorni di studio «matto e disperatissimo», come avrebbe detto Leopardi, in vista dell’esame di terza media ai Salesiani di Ivrea per la teenager. Un passaggio fondamentale prima di frequentare il Liceo Scientifico Internazionale al Botta, sempre nella città delle Rosse Torri. «La passione per l’arbitraggio – racconta la 14enne – arriva da mio papà Antonino, che è stato direttore di gara nella pallavolo. Il calcio è di casa, invece. Mia sorella più piccola, Aurora, gioca nella Strambinese. Secondo me, è uno degli sport più seguiti, belli e appassionanti. Ritengo sia anche molto formativo, a livello di crescita caratteriale e di mentalità, soprattutto per quanto riguarda l’autostima».
«Ho arbitrato la pallavolo per oltre 30 anni – aggiunge il papà della 14enne, Antonino Genna – Ho diretto anche in serie A. Quando Sofia mi ha detto che voleva diventare arbitro sono stato felicissimo, ma non mi aspettavo il calcio. Avrei pensato al volley e invece tutte e due le mie figlie sono impegnate nel mondo del pallone. E’ una grande gioia però. La visione dello sport da dietro un fischietto è particolare. Ci vogliono carattere, determinazione e coraggio per scendere in campo e fare l’arbitro».
Nei giorni scorsi a Fiorano, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede AIA, Sofia Genna ha incontrato uno dei suoi punti di riferimento: l’arbitro internazionale Daniele Orsato, che ha auspicato che l’ingresso di giovane di Strambino nelle fila dei direttori di gara Figc possa essere da stimolo per tutto il movimento arbitrale: «Mi ispiro molto a Daniele Orsato che ho avuto il piacere di incontrare prima al Cena a Ivrea e poi a Fiorano. Ho voluto diventare arbitro perché ritengo importante il rispetto delle regole ma soprattutto mi piace controllare e decidere cosa fare e farlo anche per gli altri. Ci vuole un po’ di polso. Consiglierei ai miei coetanei di intraprendere questa avventura solo se si ha questo carattere forte e decisionista – aggiunge Sofia che pratica anche nuoto sincronizzato e ama correre all’aria aperta, attività importante per la sua preparazione fisica da arbitro – Non ho un sogno preciso nel cassetto. Sono molto concentrata e impegnata nello studio e nello sport. Preferisco affrontare le cose un passo alla volta».
«Un grande ringraziamento – conclude la 14enne strambinese – va alla mia famiglia. A mio papà che mi ha trasmesso questa passione e a mia mamma che mi ha sostenuta in questo percorso. Ringrazio Luigi Tallarico, presidente della sezione Arbitri di Ivrea che, fin dal primo momento in cui ho avanzato richiesta per diventare arbitro Figc, mi ha seguita, incoraggiata e consigliata passo dopo passo».












